Come salvare le lingue invisibili nell’era dell’AI
Il metodo di funzionamento delle intelligenze artificiali mette a rischio culture e lingue poco conosciute. Due progetti per per contrastare questa deriva
Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta
Come salvare le lingue invisibili nell’era dell’AI
Federico Cella | 18 aprile 2026Il metodo di funzionamento delle intelligenze artificiali mette a rischio culture e lingue poco conosciute. Due progetti per per contrastare questa deriva
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna — la Children’s Book Fair conclusa giovedì scorso — si è discusso di intelligenza artificiale. Inevitabile. I temi non erano legati alla sola creatività, ma anche a un futuro di decisioni editoriali basate unicamente sui dati. Da Bologna è arrivata una cauta apertura verso uno strumento tanto potente da essere una risorsa per autori e artisti (ed editori), nel momento in cui supporta la creatività e non si sostituisce a essa. Un altro tema correlato è invece rimasto più sotterraneo: in un’epoca dove quello che non emerge (dai dati) rischia di sparire, bisogna interrogarsi su come salvare i tesori culturali e linguistici sparsi nelle diverse zone del mondo. Il funzionamento dei chatbot si basa su una knowledge base — la «conoscenza» del modello — che attinge dal flusso del Web in modo statistico: sono i valori dominanti della Rete, concetti e opinioni mainstream, a fungere da materiale per la «codifica» delle risposte.
Se chiedete a ChatGpt un prompt neutro tipo «Fammi l’immagine di una persona che fa le pulizie di casa», inevitabilmente la Ai proporrà l’illustrazione di una donna. Perché, come spiega la macchina una volta interrogata sulla discutibile scelta, «quando la richiesta è generica, il sistema riempie i dettagli mancanti scegliendo un profilo “probabile” basato sulle immagini più comuni nei dati di addestramento». La massa critica vince.
Due progetti, agli antipodi a livello geografico ma ben direzionati verso lo stesso obiettivo, sono stati premiati dalla giuria bolognese CrossMedia — dedicata alle opere che sfruttano anche il digitale — proprio perché hanno scelto di lavorare sui margini. «Lenguas que cuentan» (Argentina) e «Digi-Etana» (Finlandia) propongono storie e canzoni illustrate in lingue in via di sparizione, dal wichi degli indigeni sudamericani alle lingue sami parlate nelle regioni baltiche. Lo scopo è nobile e da sostenere: preservare le culture minoritarie, snobbate dagli algoritmi, per farle fiorire nella memoria delle nuove generazioni.
18 aprile 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Federico CellaCome salvare le lingue invisibili nell’era dell’AI
Sabato 18 aprile 2026 di Beppe SevergniniL’arte perduta di orientarsi nella vita
Sabato 18 aprile 2026 di Carlo CottarelliUn piano per aiutare le imprese
Venerdì 17 aprile 2026 di Maurizio FerreraCrescita, i nuovi impulsi
Venerdì 17 aprile 2026 di Riccardo VialeI bulli imperiali e la guerra delle tecnologie
Venerdì 17 aprile 2026 di Paolo LepriIl potere in Vietnam è per un uomo solo
Venerdì 17 aprile 2026 LEGGI TUTTIGli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.
Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti