La guerra vista da un 14enne del 1980 e di oggi
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La guerra vista da un 14enne del 1980 e di oggi
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
mi chiedevo se condivide un mio pensiero: mentre la nostra geopolitica si sta sgretolando gradualmente, forse è urgente intervenire. Io, da ragazzo, ho scelto di intervenire scrivendo. La guerra oggi non rappresenta soltanto il fallimento della diplomazia, ma soprattutto una mancanza di comunicazione e la perdita dell’uso del linguaggio. Guerre alimentate da frasi aggressive e senza scegliere con cura le parole che si vogliono dire. In molteplici guerre manca proprio un incontro umano in cui discutere usando un linguaggio adeguato. E in questa confusione, mentre i «grandi» si scambiano missili come carte di un gioco, i giovani rappresentano quella società che sta a guardare il regalo che certi adulti stanno facendo loro ma fino a un certo punto: ci sono ragazzi e ragazze che credono nei valori della società e si impegnano nel proprio piccolo con determinazione e voglia di farsi sentire. Restiamo soli con i nostri dubbi e dunque dobbiamo continuare a studiare e a credere nella scuola e nella cultura, non dobbiamo mai smettere di credere nei valori artistici e culturali che ci circondano: così, tra qualche anno, saremo noi che con la nostra forza e conoscenza, in questo mondo così buio porteremo una luce nuova e finalmente ci faremo sentire per cambiare questo sistema di arroganza.Aldo Zanin, 14 anni
Caro giovane amico e omonimo,
ho lasciato alla tua bella lettera lo spazio che meritava. Da una parte mi sento in colpa: la mia generazione e quella precedente stanno lasciando a voi ragazzi un mondo orribile. Tuttavia, quando avevo la tua età, la situazione almeno all’apparenza non era migliore. In Medio Oriente si combattevano da tempo guerre tra Israele e gli arabi, con il corollario di una grave crisi energetica e inflattiva. L’Europa dell’Est era sotto il tallone sovietico. Il regime comunista cinese abbracciava il capitalismo ma non il liberalismo. In Africa molte ex colonie erano insanguinate da guerre civili alimentate e finanziate da americani e russi. E l’Italia era sconvolta da bombe fasciste — avevo la tua età quando morirono 85 innocenti a Bologna — e da brigate comuniste. Ogni generazione ha avuto le sue guerre da affrontare. Alla vostra generazione spetterà il compito difficile ma esaltante di disarmare il mondo e salvare l’umanità dal cambio climatico e dal mondo post-umano progettato da biotecnologie e intelligenza artificiale.
18 aprile 2026
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MARTEDI - IL CURRICULUMPubblichiamo la lettera con cui un giovane o un lavoratore già formato presenta le proprie competenze: le lingue straniere, l’innovazione tecnologica, il gusto del lavoro ben fatto, i mestieri d’arte; parlare cinese, inventare un’app, possedere una tecnica, suonare o aggiustare il violino.
INVIA IL CVMERCOLEDI - L'OFFERTA DI LAVORODiamo spazio a un’azienda, di qualsiasi campo, che fatica a trovare personale: interpreti, start-upper, saldatori, liutai.
INVIA L’OFFERTAGIOVEDI - L'INGIUSTIZIAChiediamo di raccontare un’ingiustizia subita: un caso di malasanità, un problema in banca; ma anche un ristorante in cui si è mangiato male, o un ufficio pubblico in cui si è stati trattati peggio. Sarà garantito ovviamente il diritto di replica.
SEGNALA IL CASOVENERDI - L'AMOREChiediamo di raccontarci una storia d’amore, o di mandare attraverso il Corriere una lettera alla persona che amate. Non la posta del cuore; una finestra aperta sulla vita.
RACCONTA LA STORIASABATO - L'ADDIOVi proponiamo di fissare la memoria di una persona che per voi è stata fondamentale. Una figlia potrà raccontare un padre, un marito la moglie, un allievo il maestro. Ogni sabato scegliamo così il profilo di un italiano che ci ha lasciati. Ma li leggiamo tutti, e tutti ci arricchiranno.
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