I bulli imperiali e la guerra delle tecnologie
Se l’Europa non vuole essere sopraffatta deve porsi seriamente il problema di adattare la sua legislazione sulla concorrenza ad una politica industriale che abbia l’obbiettivo di creare e salvaguardare campioni europei, soprattutto nella Hi-Tech
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I bulli imperiali e la guerra delle tecnologie
Riccardo Viale | 17 aprile 2026Se l’Europa non vuole essere sopraffatta deve porsi seriamente il problema di adattare la sua legislazione sulla concorrenza ad una politica industriale che abbia l’obbiettivo di creare e salvaguardare campioni europei, soprattutto nella Hi-Tech
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L’Europa sembra rimasta forse l’unico mercato che è regolato da una legislazione a tutela della concorrenza. La presenza di regolamentazioni e autorità anti-trust e divieto agli aiuti di Stato è effettiva. Come la tutela del consumatore, ad esempio nella Intelligenza Artificiale (IA). Ciò porta alla impossibilità della creazione di grandi gruppi industriale e genera costi aggiuntivi nella produzione. Il settore dell’ICT è il risultato più eclatante di questo modello. Dalle telecomunicazioni alla informatica, ai social network fino all’IA, l’Europa è molto indietro rispetto a Stati Uniti e Cina.
Di fronte abbiamo due Paesi che giocano la partita con regole a loro molto più favorevoli. In USA la regolamentazione antitrust non viene, di fatto, applicata. Ad esempio la giudice federale Amit Mehta ha stabilito, recentemente, che Google ha mantenuto illegalmente un monopolio nel settore della ricerca online e della pubblicità testuale. Tuttavia, la corte ha deciso di non imporre la vendita di Chrome o la separazione di Android, evitando sanzioni strutturali drastiche. A Washington le grandi imprese «catturano» la politica industriale del governo. Nvidia recentemente è riuscita a capovolgere la politica commerciale verso la Cina, ottenendo da Trump il disco verde per le esportazioni di superconduttori. Sulla IA il governo ha dato mano libera alle imprese sposando la filosofia dello «zar» delle cripto e amico di Trump, David Sacks, secondo cui l’unico criterio discriminante è battere la Cina nella corsa del predominio tecnologico, rendendola dipendente dalla conoscenza e prodotto americano. La Cina d’altra parte non si pone problemi di limiti agli oligopoli, in quanto la direzione viene tracciata e gestita da Xi Jinping e dai vertici del partico comunista.
Si è visto con la vicenda di Ali Baba. Dopo le critiche di Jack Ma ai regolatori, il governo ha fermato l’IPO di Ant Group e avviato indagini antitrust, causando un crollo in borsa. Obiettivo di Xi è quello di impedire che aziende private accumulino troppo potere e controllo sui big data, minacciando il controllo del Partito Comunista. Se l’Europa non vuole essere sopraffatta dai due «bulli» imperiali deve porsi seriamente il problema di adattare la sua legislazione sulla concorrenza ad una politica industriale che abbia l’obbiettivo di creare e salvaguardare campioni europei, soprattutto nella Hi-Tech.
17 aprile 2026
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