Alla Moncloa con Sánchez durante la pandemia
Corriere della Sera - Cultura

Alla Moncloa con Sánchez durante la pandemia

Venerdì 17 aprile 2026
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Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta 

Alla Moncloa con Sánchez durante la pandemia

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
lei ha scritto che la politica israeliana è in mano ormai a degli estremisti. Ma non è ciò che sta accadendo in molti altri Paesi cosiddetti democratici? A partire proprio dagli Stati Uniti oggi di Trump. O dalla Spagna del sempre più mitizzato Pedro Sánchez che sembra far rivivere le contrapposizioni che furono la premessa di una guerra civile. E poi l’Inghilterra che non si sa ancora se democrazia lo sia per il sistema elettorale che ha. La democrazia dove i tanti che si astengono permettono di far andare al governo proprio i più estremisti assomiglia sempre più a un matrimonio tra infelici che non sanno come divorziare.
Mario Alberti, Parma 

Caro Mario,
Pedro Sánchez non è un estremista. È un socialista. Quando lo intervistai alla Moncloa (la residenza del presidente del governo spagnolo), nei giorni drammatici della pandemia, quando ci si salutava con una gomitata, mi disse che se il Psoe (Partito socialista operaio spagnolo) non aveva fatto la fine del Pasok greco o dell’Spd tedesca, ridotti ai minimi termini, è perché non aveva fatto la grande coalizione con i popolari, cioè con la destra. In effetti, mentre in Grecia Syriza si è mangiata il partito socialista e in Germania i Verdi stanno fagocitando i socialdemocratici, in Spagna è accaduto il contrario: i populisti di Podemos, che avevano quasi raggiunto il Psoe, praticamente non esistono più. Sánchez ha capito che la socialdemocrazia tradizionale deve avere elementi di radicalità, se non vuol perdere il contatto con le giovani generazioni. Ha detto con chiarezza no alle guerre di Netanyahu e di Trump, e ha fatto anche mosse che possiamo ritenere spregiudicate: è andato da Xi Jinping, ha ricevuto Lula, sta facendo di tutto per accreditare la nascita di un mondo multipolare non egemonizzato dagli Stati Uniti. Quanto all’economia, la Spagna è il Paese che cresce di più in Europa, anche perché il governo ha fatto una politica salariale che manca ad esempio in Italia. Detto questo, probabilmente Sánchez perderà le prossime elezioni, per la legge dell’alternanza e per le grane giudiziarie di moglie e fratello. Tuttavia lui può fare alleanze, per quanto spregiudicate, con baschi e catalani; i popolari no, possono allearsi soltanto con Vox. Vedremo con quali risultati.

17 aprile 2026

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