Università, pubblicati i risultati della Vqr: «Qualità elevata dei contributi dei neo assunti e dei promossi»
Serviranno anche per l'attribuzione della quota premiale del fondo di finanziamento. Valutata anche la capacità di attrarre progetti internazionali competitivi
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Università, pubblicati i risultati della Vqr: «Qualità elevata dei contributi dei neo assunti e dei promossi»
di Gianna FregonaraServiranno anche per l'attribuzione della quota premiale del fondo di finanziamento. Valutata anche la capacità di attrarre progetti internazionali competitivi
Le università italiane hanno fatto in generale un buon lavoro di reclutamento e di valorizzazione di ricercatori e professori. E’ uno dei risultati della quarta «Valutazione della qualità della ricerca» (Vqr) realizzata dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur), riferita al quinquennio 2020-2024. In tutto sono state valutate quasi 200 mila pubblicazioni scientifiche (199.816 articoli, monografie, contributi) opera di 75.800 ricercatori che lavorano in 100 università, 13 enti di ricerca e altre 19 istituzioni. Oltre 7 mila esperti italiani e stranieri sono stati coinvolti nel lavoro di valutazione che è durato tre anni. «Dall’analisi degli indicatori si conferma che, come già nella precedente Vqr, in media i ricercatori neo-assunti o promossi hanno conferito un numero di prodotti ciascuno (2,7) maggiore rispetto a quello dei ricercatori stabili (2,1), tra l’altro con una qualità media più elevata», ha spiegato la professoressa Alessandra Celletti, vicepresidente Anvur con delega alla valutazione della ricerca.
I risultati della Vqr erano particolarmente attesi e serviranno al ministero dell’Università per calcolare per i singoli atenei la quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario. Rispetto al passato è stata recensita anche la capacità di attrarre finanziamenti per progetti competitivi internazionali (tra gli altri Erc, Progetti Horizon, borse Marie Curie): sono trenta gli atenei statali e non che hanno ottenuto risultati sopra la media, a partire da Siena, Bari, Bologna, Perugia (stranieri), Bocconi, Humanitas e Iulm.
«I dati vanno interpretati - avverte Celletti - ed è molto importante leggerli nel tempo e considerare gli elementi di contesto: anche atenei che in termini assoluti risultassero sotto la media, possono aver fatto grandi passi avanti rispetto alla precedente Vqr». Leggendo le tabelle pubblicate ieri, hanno ottenuto risultati sopra la media nazionale in termini di qualità (tenendo conto del peso delle diverse aree disciplinari nell’istituzione) 26 atenei statali e 11 non statali e telematici. La maggior parte però ha avuto qualche flessione nei risultati pur d’eccellenza. Hanno invece migliorato la loro qualità tra gli altri il Politecnico di Milano e quello di Torino, Pavia, Firenze, Siena, Sapienza, Brescia e Roma Foro Italico.
17 aprile 2026
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