«Rukeli», il film di Alessandro Rak su Wihlelm Trollman tra i finalisti dei Corti D’Argento 2026
Il film d'animazione sulla memoria dell’Olocausto delle minoranze rom in Italia e in Europa è nella cinquina, racconta la storia del primo campione di pugilato sinti che stese anche il suo kapò in un campo di concentramento
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«Rukeli», il film di Alessandro Rak su Wihlelm Trollman tra i finalisti dei Corti D’Argento 2026
di Francesco ParrellaIl film d'animazione sulla memoria dell’Olocausto delle minoranze rom in Italia e in Europa è nella cinquina, racconta la storia del primo campione di pugilato sinti che stese anche il suo kapò in un campo di concentramento
«Rukeli», il cortometraggio di animazione diretto da Alessandro Rak è nella cinquina finalista dei Corti d’Argento 2026, nella categoria Animazione. Il lavoro, prodotto da AntropikA, in collaborazione con Rai Cinema e il supporto di Campania Film Commission, è nato da un’idea di alcuni giovani napoletani e rom dell'associazione Chi Rom... e chi no di Scampia e dell'istituto tecnico Galileo Ferraris, nell’ambito progetto europeo «Tracer», sulla memoria dell’Olocausto delle minoranze rom e sinti in Italia e in Europa.
Narra la storia di Johann Wihlelm Trollman, pugile tedesco di origini sinti, che fu campione nazionale dei pesi mediomassimi di Germania nel 1933. Il primo pugile rom al mondo a vincere il titolo. Ma con l’emanazione delle leggi razziali venne arrestato e deportato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, dove morirà all’età di 37 anni.
Prima di morire, ridotto a uno scheletro, combatté per l'ultima volta con un kapò nazista che lo riconosce e lo sfida. Contro ogni previsione, lo zingaro Rukeli, che in lingua sinti significa albero, mette al tappeto il kapò nazista e con lui l'intero apparato di potere che rappresenta. Il giorno dopo verrà punito e ucciso per questo, ma Rukeli aveva deciso di morire da campione.
Il cortometraggio ricorda così la storia sia personale che sportiva di Trollman ed il terribile sterminio delle popolazioni romanì perpetrato dalla Germania nazista, che uccise oltre 500 mila persone e passò alla storia come Porrajmos. La vicenda di Johann Trollmann, attraverso il lavoro collettivo dei ragazzi, è diventata un racconto animato di memoria, resistenza e dignità, e lancia un messaggio forte contro ogni discriminazione.
L’annuncio, poi, che il cortometraggio è finalista ai Nastri d’Argento, il più antico premio cinematografico italiano assegnato dal 1946 dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici, arriva in una settimana particolarmente significativa: la III Settimana di azione per la promozione della cultura romanì e per il contrasto all’antiziganismo, in programma dal 7 al 19 aprile 2026, in occasione della Giornata internazionale di Rom e Sinti.
La première mondiale è stata alla 82° Mostra Internazionale dʹArte Cinematografica della Biennale di Venezia, sezione Orizzonti Corti come unico Fuori Concorso. «Trasformare il lavoro di ricerca e di indagine in un'opera artistica, curandone anche il valore estetico, è stato – recita una nota della produzione - il modo e il tentativo di diffondere, soprattutto tra le giovani generazioni, una storia tragica, ma allo stesso tempo di riscatto, per non perdere la memoria e per potersi opporre a ogni forma di sopruso nel presente».
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15 aprile 2026
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