Giornata del Made in Italy 2026, il Museo Lavazza di Torino celebra la Moka. Ecco perché dentro la caffettiera c'è tutto lo stile italiano
In mostra 24 caffettiere firmate dai più grandi architetti e designer. Ideate a Torino, oggi nel mondo, nonostante l'era delle cialde, ce ne sono 300 milioni. Dalla Bialetti alla Carmencita, ecco la loro storia
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Giornata del Made in Italy 2026, il Museo Lavazza di Torino celebra la Moka. Ecco perché dentro la caffettiera c'è tutto lo stile italiano
di Rosalba GragliaIn mostra 24 caffettiere firmate dai più grandi architetti e designer. Ideate a Torino, oggi nel mondo, nonostante l'era delle cialde, ce ne sono 300 milioni. Dalla Bialetti alla Carmencita, ecco la loro storia
Oggi, mercoledì 15 aprile, è la giornata del Made in Italy. Si celebra da tre anni in tutt’Italia, nel giorno del compleanno di Leonardo da Vinci, il 15 aprile. Pochi sanno che la prima Casa del Made in Italy, struttura del ministero che ha il compito di promuovere eccellenze consolidate e nuovi trend di sviluppo, è stata inaugurata a Torino, l' 11 aprile 2024 in via Alfieri 10 (ed è aperta al pubblico, basta prenotarsi).
Lavazza e un simbolo del Made in Italy
Per celebrare la ricorrenza Lavazza ha fatto una scelta fortemente identitaria, soprattutto per Torino e il Piemonte. Puntando su la caffettiera, in un incontro tra design, architettura e cultura del caffè al Museo Lavazza. Protagonista dell’evento il designer Giulio Iacchetti, autore del libro edito da Corraini (e stampato su Crush Caffè, una carta ecologica realizzata con un sottoprodotto di lavorazione del caffè che sostituisce fino al 15% la cellulosa proveniente da alberi) Le Caffettiere dei Maestri. Quando l’architettura e il design incontrano la Moka. È lui il curatore della mostra che rimarrà aperta al museo fino al 7 settembre: ventiquattro caffettiere firmate da architetti e designer. Un percorso che inizia con la Moka Bialetti del 1933 e copre cinquant’anni di sperimentazioni progettuali attorno a uno degli oggetti domestici più iconici della cultura e dello stile di vita italiani. Con Marco Amato, Direttore del Museo Lavazza, Carlo Gasparini, Design Director Alessi ( ma anche a sorpresa rivelatosi bisnipote di Bialetti), Marcello Arcangeli, Direttore del Training Center Lavazza e Maurizio Bazzano, Presidente del Circolo del Design di Torino si sono scoperti aspetti inediti del «mondo Moka». Per esempio che l'asse Torino- Novara ha rivoluzionato il mondo del caffè a livello internazionale, a cominciare proprio dalla Moka Bialetti in alluminio.
Un mondo di caffettiere
Oggi esistono 300 milioni di caffettiere moka nel mondo - un record - e il mercato delle caffettiere tradizionali vale 1,5 miliardi di dollari. Ogni anno in Italia s e ne vendono 100.000 visto che, nonostante tutto il moltiplicarsi di cialde e macchinari innovativi, il vero rito del caffè, quasi un' iniziazione all’età adulta, è preparare un vero caffè come una volta, con un recupero della lentezza e di una gestualità attenta ai dettagli. Non solo: per tutti i più grandi designer e architetti la vera sfida della vita sembra essere realizzare una caffettiera, un oggetto che mette insieme estetica e funzionalità, come per gli architetti del Medioevo era costruire una torre.
Da Carmencita ad Alessi
Tutto è partito da quella Moka di quasi 50 anni fa. Poi sono arrivate le Carmencita Lavazza di Marco Zanuso, il designer Richard Sapper (che con Zanuso aveva creato oggetti di culto come il telefono Grillo o la radio Brionvega) che per Alessi progetterà la fortunatissima 9090. Poi via via Aldo Rossi con la caffettiera a cupola ispirata al duomo di Novara di Antonelli, Gaetano Pesce e la sua caffettiera Vesuvio con lava colante e un pinnacolo di fumo a fare da coperchio, fino a Cino Zucchi, con le due tazzine bar Lavazza sovrapposte, da cui nasce quasi per magia la caffettiera Aladino... Perché la caffettiera è molto più di un oggetto: è una vera architettura. Per raccontare il Made in Italy a Torino, città del caffè, non si poteva trovare oggetto più simbolico e identitario.
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15 aprile 2026
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