Topolino sotto la Mole parla torinese. La lingua e la cultura piemontese diventa fumetto
«Il torinese nelle storie di Topolino» ora in libreria. Due storie in dialetto firmate da Nicola Duberti, docente di piemontese di Unito
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Topolino sotto la Mole parla torinese. La lingua e la cultura piemontese diventa fumetto
di Floriana Rullo«Il torinese nelle storie di Topolino» ora in libreria. Due storie in dialetto firmate da Nicola Duberti, docente di piemontese di Unito
Da oggi Topolino parla il dialetto Torinese. E lo fa con un numero tutto dedicato alla cultura e le tradizioni locali. Introdotto dal comico piemonteseFederico Basso. «Quando mi è stato chiesto di scrivere la prefazione per un volume speciale di Topolino dedicato al piemontese, la mia prima esclamazione è stata ovviamente "Obastalà!" - scrive lui - Una parola dal suono rotondo che racchiude tutto lo stupore che noi sabaudi, in uno slancio di euforia, riusciamo a manifestare. Io sono piemontese DOC, mio padre è di Cuneo e mia madre di Torino: potrei fare colazione puciando i gianduiotti nella bagna cauda».
I dialetti a fumetti
Il progetto di Panini Comics e Topolino che valorizza dialetti e lingue locali parte proprio con «Il torinese nelle storie di Topolino», disponibile in libreria, fumetteria e su Panini.it. Due le storie con dialoghi in dialetto torinese affidati a Nicola Duberti – docente di Laboratorio di piemontese e Linguistica del piemontese all’Università di Torino – entrambe con testo a fronte in italiano: Topolino e il ponte sull’Oceano, scritta da Alessandro Sisti per i disegni di Marco Gervasio, già pubblicata con successo ad aprile 2025 su Topolino 3619, e Paperen e la crema fortuita, sceneggiata da Sergio Cabella e disegnata da Ottavio Panaro, inedita nella traduzione.
Ma alla città di Torino è dedicata anche la cover del volume, realizzata da Blasco Pisapia. «Ho avuto l’input di creare una scena di "vita cittadina" in cui ci fosse un elemento distintivo di Torino... ovviamente la scelta è caduta sulla Mole Antonelliana! Ho individuato allora come ambientazione la piazza Vittorio Veneto, e dopo aver tentato prima la carta Galleria, ho posizionato la scena sotto i portici, come se il lettore desse le spalle al Lungo Po. Davanti a lui si staglia la Mole, e oltre le montagne. Ho un pochino forzato la prospettiva, perché da "altezza papero" non si vedrebbero così bene in altezza questi elementi di sfondo... ma me lo perdonerete!», racconta il disegnatore.
Vai a tutte le notizie di Torino
Iscriviti alla newsletter di Corriere Torino
15 aprile 2026 ( modifica il 15 aprile 2026 | 12:41)
© RIPRODUZIONE RISERVATA