Lidia Poët, la terza stagione è online su Netflix. Le location a Torino della serie con Matilde de Angelis sulla prima avvocata
Palazzo di Città diventa l'«Hotel Regio», Palazzo Carignano il Tribunale. Il tour delle meraviglie della città trasformate in set
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Lidia Poët, la terza stagione è online su Netflix. Le location a Torino della serie con Matilde de Angelis sulla prima avvocata
di Fabrizio DividiPalazzo di Città diventa l'«Hotel Regio», Palazzo Carignano il Tribunale. Il tour delle meraviglie della città trasformate in set
«Tutti i luoghi emanano uno spirito e questo in particolare ci restituisce energia e responsabilità». Lidia Poët, pardon, Matilda De Angelis, commentava così, dal tribunale di via Corte d’Appello, la sensazione provata nel girare nelle stanze vissute dalla prima avvocata d’Italia.
Oggi, la terza stagione di Lidia Poët sbarca su Netflix e ci piace salutare la serie prodotta da Groenlandia con i contributi Fesr e supporto di Film Commission Torino Piemonte, con una serie di «cartoline», da Torino al mondo.
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All'«Hotel regio»
Apertura meritata per l’Hotel Regio, immaginario albergo il cui esterno è il Palazzo di Città e i cui interni sono del Castello di Racconigi. «Cosa volevate di più di una residenza reale?» Scherza la location manager Cristina Vecchio, che insieme alla guida Ardena Mabel Caramello ci accompagna in un «Poët-tour» di rara eleganza. «Sotto i porticati del Comune ci fu il primo bacio tra Lidia e Turnó e nel Salone d’onore, vedrete un incontro tra potenti girato in due notti di lavoro». Da via Milano ci si sposta in piazza Solferino «all’epoca estrema periferia della città, inaugurata nel 1875, anno di nascita di Poët». E a pochi metri, ecco Palazzo Lascaris, con le stanze della Procura di Genovesi e Furnò ambientate negli uffici di presidente e vice del Consiglio regionale. «Erano perfetti —rivela la location manager — e abbiamo aggiunto solo una splendida libreria in legno che avrebbero voluto tenere ma che abbiamo dovuto rismontare. A parte un’esterna in Italian Job, è la prima volta che il cinema entra qui dentro e questo ci rende orgogliosi».
Le location di Lidia Poët, tra piazze e chiese
Tra i gioielli di Torino ci sono piazza San Carlo, immagine copertina della serie con un’inquadratura da dietro il cavallo verso le chiese «anche se resa complicata dalla gente a spasso a tutte le ore»; e piazza Cavour, che è stata ricoperta completamente di terra per farvi girare carrozze e cavalli.
Anche Palazzo Carignano è tra i protagonisti: «L’ingresso del tribunale è quello sulla piazza omonima; e dal lato Carlo Alberto «interpreta» il teatro dove avviene un omicidio, anche se gli interni sono girati ad Asti». Un giro a 180 gradi e lo sguardo va alla Biblioteca nazionale, «facciata della stazione nel finale della seconda stagione». E l’obitorio? «È il coro di Santa Pelagia, chiesa affidata all’Opera munifica istruzione: basta togliere le sedie e il pianoforte, e la luce naturale è solo da rafforzare un po’». Insomma, la nostra «Madamina in giallo» si muoverà da un punto all’altro della città come nel salotto di casa: chissà se tornerà a farlo ancora.
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15 aprile 2026
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