Padova, riemergono 31 frammenti degli affreschi di Mantegna, Pizzolo, Vivarini e d’Alemagna
Corriere della Sera - Cultura

Padova, riemergono 31 frammenti degli affreschi di Mantegna, Pizzolo, Vivarini e d’Alemagna

Martedì 14 aprile 2026
3 visualizzazioni

Nella Cappella degli Ovetari, scoperti 31 frammenti di pittura murale risalenti al 14esimo e 15esimo secolo. Il ministro Giuli, in visita a Padova: «Ricongiungerli al loro contesto storico originario»

Trump al Corriere: «Meloni non vuole aiutarci nella guerra, sono scioccato». Nuovo attacco al Papa: «Non ha idea di cosa sta succedendo in Iran»

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Padova, riemergono 31 frammenti degli affreschi di Mantegna, Pizzolo, Vivarini e d’Alemagna

di Gabriele Fusar Poli

Nella Cappella degli Ovetari, scoperti 31 frammenti di pittura murale risalenti al 14esimo e 15esimo secolo. Il ministro Giuli, in visita a Padova: «Ricongiungerli al loro contesto storico originario»

«A sorpresa» perché a esserne a conoscenza erano solo le autorità cittadine. In realtà, però, un motivo c’era eccome: visita all’ombra del Santo per il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ieri, 13 aprile, ha «concentrato» le sue attenzioni soprattutto sulla chiesa degli Eremitani. E non a caso: nella Cappella degli Ovetari, infatti, l’Iccrom ( Centro Internazionale di Studi per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali) ha scoperto (grazie a particolari analisi e con l’ausilio dei propri archivi) ben 31 frammenti di pittura murale risalenti al 14esimo e 15esimo secolo, tra cui alcuni appartenenti maestri quali Andrea Mantegna, Nicolò Pizzolo, Antonio Vivarini e Giovanni d’Alemagna. 

«Straordinaria scoperta»

Una straordinaria testimonianza del Rinascimento padovano del Quattrocento che assume ancor più importanza se si pensa che nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, la chiesa degli Eremitani fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, riducendo i suoi celebri affreschi in decine di migliaia di frammenti in quella che viene considerata come una delle perdite culturali più devastanti subite dall’Italia durante il conflitto. Alla luce di quella che è stata definita «una straordinaria riscoperta» il ministero della Cultura e l’Irccom hanno quindi concordato di sviluppare un progetto con l’amministrazione comunale e gli altri attori locali coinvolti «per esplorare — spiega Giuli — opportunità concrete di ricongiungere questi frammenti al loro contesto storico originario attraverso soluzioni innovative. L’obiettivo è quello di trasmettere il loro valore unico come simbolo di sopravvivenza e della duratura resilienza del patrimonio culturale, testimoniando che la ricostruzione può favorire una maggiore coesione sociale e stabilizzazione, rafforzando al contempo il senso di appartenenza e identità». In merito si «espone» anche l’assessore alla cultura Andrea Colasio: «La possibilità è teorica ma ancora da sviluppare: l’idea attuale sarebbe quella di riprendere in mano il progetto di ricostruzione digitale della Cappella degli Ovetari per crearne un modello in 3D». 

LEGGI ANCHE

Le altre visite

La «sortita» padovana di Alessandro Giuli è quindi proseguita con una visita alla Cappella degli Scrovegni per poi spostarsi in zona Duomo, dove ha ammirato il Battistero in tutto il suo splendore (grazie al restauro finanziato in parte anche da fondi ministeriali), e nel vicino Palazzo Vescovile, sede del Museo docesano, per la mostra dedicata alla «Bibbia istoriata padovana», un manoscritto miniato di epoca Trecentesca di grande importanza e originalità. Le ultime tappe hanno visto il ministro Giuli vergare il libro degli ospiti scrivendo «Con grande ammirazione e gli occhi pieni di “maraviglia”» per poi entrare nel cantiere della chiesa di Santa Maria in Vanzo — dove è in atto un importante intervento di restauro e consolidamento finanziato dai fondi del Pnrr — e chiudere il giro turistico alla Basilica di Sant’Antonio. Grato della visita il vescovo Claudio Cipolla: «La Chiesa custodisce un grande patrimonio culturale e artistico che è di tutti: la presenza del ministro avvalora l’impegno che la Diocesi di Padova sta portando avanti nel valorizzare questo patrimonio e risponde allo spirito di collaborazione e condivisione con le istituzioni».

Vai a tutte le notizie di Padova

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto

14 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La nuova stazione di Mestre: ecco come sarà

Presentato il piano dei lavori che, secondo il cronoprogramma, dureranno cinque anni

L'informazione nella tua mail

Corriere del Veneto

Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo