Il ruggito di Leone e il delirio di Trump
Corriere della Sera - Cultura

Il ruggito di Leone e il delirio di Trump

Martedì 14 aprile 2026
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Trump al Corriere: «Meloni non vuole aiutarci nella guerra, sono scioccato». Nuovo attacco al Papa: «Non ha idea di cosa sta succedendo in Iran»

Il ruggito di Leone e il delirio di Trump

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
l’attacco sferrato dal tycoon al Papa è delirante e umiliante. Mai come oggi Leone può rappresentare la voce autentica di chi vuole la pace e non la guerra. Confido che Leone non si faccia chiudere la bocca ma che continui per la strada maestra della pace e della giustizia.
Sergio Bazerla

Ma Trump si aspettava l’endorsement del Papa per supportare le sue idee?
Sergio Guadagnolo

Ci mancava solo il Trump in versione antipapa...
Italo Mariani 

Cari lettori,
mi viene da sorridere al pensiero di coloro che consideravano Leone un Papa timido e ininfluente. In realtà Robert Prevost è un uomo di straordinaria statura morale e spirituale, come Papa Francesco, che l’ha fatto cardinale e l’ha chiamato a Roma, aveva intuito. Un uomo che nasce a Chicago, uno dei posti più ricchi al mondo, e va a vivere a Chiclayo, uno dei posti più poveri, per mettere la sua vita al servizio degli ultimi, secondo il Vangelo. Un uomo così non può riconoscersi in Trump, infatti ha condannato le sue guerre sciagurate, e ne ha attirato l’ira. Anche un bambino capirebbe che per il leader di un Paese con oltre cinquanta milioni di cattolici (tanti sono i cattolici negli Stati Uniti) non è una buona idea attaccare il Papa, oltretutto in modo tanto volgare. Ma ormai Trump ha palesemente smarrito il senso del confine tra quello che è utile e quello che non lo è, ed è sprofondato in una deriva narcisistica da cui il mondo spera forse ingenuamente di essere salvato dalle elezioni di midterm. In Iran per lui le cose si mettono malissimo, il regime si è dimostrato più solido di quanto si pensasse, Netanyahu non è disposto a rispettare le tregue stipulate dagli americani, finora l’unica conseguenza è stata rimpiazzare Khamenei con il figlio e provocare la più grave crisi petrolifera dal 1973. Quanto a Leone, non è Francesco, e se avesse tentato di imitarlo si sarebbe reso ridicolo. Ma è un Papa accorto e lungimirante, che ha capito che in questo momento la Chiesa andava ricompattata e riunificata. Non a caso tutti i vescovi cattolici americani sono con lui, cosa che purtroppo non si poteva dire di Francesco.

14 aprile 2026

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