Europa, qualcuno avrà nostalgia di Orbán?
Le ambiguità sui temi non secondari dell’Unione europea, tolto l’autocrate ungherese, non sono più politicamente percorribili
Europa, qualcuno avrà nostalgia di Orbán?
di Ferruccio de Bortoli | 14 aprile 2026Le ambiguità sui temi non secondari dell’Unione europea, tolto l’autocrate ungherese, non sono più politicamente percorribili
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La soddisfazione a sinistra per la sconfitta di Orban è del tutto fuori luogo. La straordinaria affermazione di Péter Magyar, come scrivono Francesca Basso e Alessandra Muglia sul Corriere, fa tirare un sospiro di sollievo agli europeisti e, soprattutto, al Partito popolare cui appartiene la formazione del nuovo leader di Budapest.
Ma i socialisti europei, e i loro affiliati italiani, possono solo sperare in un conservatore più illuminato e pragmatico. Nulla di più. Anche se il trasformismo, particolarmente evidente nelle giravolte negli anni sia del vincitore sia del perdente, è caratteristica ineludibile della politica di quel Paese. E non solo ungherese.
Una tradizione, rivestita di pragmatismo nazionale, alla quale anche noi abbiamo dato uno storico contributo. Dunque, non sappiamo, e lo notava nel suo commento anche Goffredo Buccini, quale sarà il grado di europeismo di Magyar che dovrà affrontare altre emergenze, la corruzione dilagante per esempio, e forse non dovrà apparire, fin dalle prime mosse, troppo vicino a Bruxelles. A parole forse.
Senza l’ostacolo Orbán, in attesa di capire la vera natura politica del suo successore, l’Unione europea si trova nella condizione, tanto liberatoria quanto scomoda, di non avere più scuse nel proseguire con una maggiore integrazione.
APPROFONDISCI CON IL PODCASTIl potere di veto di Orbán, come ricorda David Carretta nel Mattinale europeo, ha consentito a molti leader europei di non esprimersi nettamente su alcune grandi questioni, da una presa di distanza più dura nei confronti di Netanyahu, a un atteggiamento meno timido nei confronti della Cina, alle conseguenze interne, in termini di consenso interno, del processo di adesione dell’Ucraina.
Senza Orbán, anche Giorgia Meloni dovrà esprimersi più chiaramente sul superamento del criterio dell’unanimità. Le ambiguità su questo e altri temi non secondari dell’Unione europea, tolto l’autocrate ungherese, non sono più politicamente percorribili. Un po’ di nostalgia di Orbán si sente già.
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14 aprile 2026, 12:21 - modifica il 14 aprile 2026 | 12:24
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