Una casa degli artisti a Palazzo Vizzani: tre donne in residenza da Alchemilla tra mostre, performance e ricerca
Benedetta Fioravanti, Sofia Durrieu ed Eleni Tomadaki trascorreranno ciascuna due mesi negli spazi cinquecenteschi dell'associazione con la curatela di Giulia Giacomelli e Gabriele Tosi.
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Una casa degli artisti a Palazzo Vizzani: tre donne in residenza da Alchemilla tra mostre, performance e ricerca
di Piero Di DomenicoBenedetta Fioravanti, Sofia Durrieu ed Eleni Tomadaki trascorreranno ciascuna due mesi negli spazi cinquecenteschi dell'associazione con la curatela di Giulia Giacomelli e Gabriele Tosi.
Da sinistra, Benedetta Fioravanti, Eleni Tomadaki e Sofia Durrieu
Mostre, incontri, presentazioni, ma anche residenze artistiche. Sviluppate sin dai primi passi mossi da Alchemilla, che ha la sua sede nel cinquecentesco spazio di Palazzo Vizzani, in via Santo Stefano 43.
Perché, racconta la presidente dell'associazione, Camilla Sanguinetti, «è uno spazio adatto come luogo di lavoro. Ci sono 6 artisti che lavorano stabilmente negli studi e così, con mia grande soddisfazione, abbiamo uno spazio che non è solo espositivo ma anche un luogo di ricerca. Dove in questi anni abbiamo ospitato 14 artisti anche internazionali, che lavorano nelle arti visive e performative”».
La relazione con lo spazio e le aperture al pubblico
A Bologna spazi e studi dedicati alle residenze non sono poi tanti, nonostante la folta comunità di artisti presenti in città. A conferma dell’utilità di un progetto come «Alchemilla Residency Program», sostenuto da Banca di Bologna.
Sulla scia del precedente progetto Residenze-Studio avviato sei anni fa, riprendendo alcuni fili che restano una costante. Come il rapporto degli artisti con lo spazio, il ruolo dei curatori e la creazione di stimoli relazionali con chi lavora o frequenta Alchemilla. Le residenze saranno tre, della durata di due mesi, ciascuna dedicata a un'artista (saranno te donne) invitata sulla base dell’affinità tra la propria pratica e le linee di ricerca del programma.
Il periodo di permanenza è scandito da tre fasi: una prima di ricerca individuale, una seconda dedicata all’incontro e al confronto con la scena artistica locale, infine un momento di apertura al pubblico. Attraverso diverse forme di restituzione del lavoro sviluppato durante la residenza, come open studio, installazioni, talk o performance.
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Le tre artiste tra Italia, Londra, Grecia e Argentina
La prima artista invitata per il 2026 è la 31enne marchigiana Benedetta Fioravanti (aprile-maggio), che lavora con immagini found footage e archivio personale e ha già avviato un dialogo con Home Movies, l’archivio del film di famiglia in via Sant’Isaia.
A seguire arriverà la 46enne Sofia Durrieu (giugno-luglio), argentina che vive in Svizzera e combina tecniche scultoree tradizionali e materiali comuni, spesso attivati tramite l’interazione.
Infine la 36enne greca Eleni Tomadaki (ottobre-novembre), formatasi a Londra, che utilizza soprattutto la pittura. I due curatori Giulia Giacomelli e Gabriele Tosi, quest'ultimo allievo di Renato Barilli, hanno scelto volutamente artiste mid-career che risiederanno nel palazzo, che si muovono su un terreno interdisciplinare e che sinora non avevano avuto particolari rapporti con Bologna, potendo così offrire uno sguardo più fresco e originale. Durante le residenze verranno proposti anche vari momenti di incontro che saranno aperti al pubblico.
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13 aprile 2026
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