Teatro, a Torino l'anteprima nazionale per «Si spogli» di Marianna L'Amico. Monologo semiserio sull'esperienza del carcinoma al seno
In scena al Baretti mercoledì 15 aprile alle 21. Uno spettacolo che trasforma l’esperienza del carcinoma al seno in un rito di cura, ironia e condivisione. Un testo divertente, commovente che invita alla riflessione
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Teatro, a Torino l'anteprima nazionale per «Si spogli» di Marianna L'Amico. Monologo semiserio sull'esperienza del carcinoma al seno
di Redazione onlineIn scena al Baretti mercoledì 15 aprile alle 21. Uno spettacolo che trasforma l’esperienza del carcinoma al seno in un rito di cura, ironia e condivisione. Un testo divertente, commovente e invita alla riflessione
Mercoledì 15 aprile alle 21 il Cineteatro Baretti, in via Baretti 4, ospita l’anteprima nazionale del monologo semiserio che trasforma l’esperienza del carcinoma al seno in un rito di cura, ironia e condivisione. Cosa accade quando la mente comprende la necessità di un intervento chirurgico, ma il corpo resta indietro, vibrante di emozioni indicibili? Da questa frattura, tra logica e sentire, nasce Si spogli!, il monologo teatrale di e con Marianna L'Amico.
Lo spettacolo non è un semplice racconto di malattia, ma un’esperienza di «clown umano» applicata alla vita vera. Al centro della narrazione c’è il percorso oncologico legato a un carcinoma al seno: dalla diagnosi improvvisa all’operazione, scandita dal comando, tecnico e spersonalizzante, che dà il titolo alla pièce, Si spogli. Se la sanità funziona e l’intervento riesce impeccabilmente, resta aperta la questione del vissuto emotivo. In scena, l’autrice esplora quel crinale sottile dove la fragilità diventa forza attraverso un linguaggio poetico, dissacrante e profondamente liberatorio.
«Tre giorni dopo l’intervento ero a letto, tra drenaggi e calze antitrombo - spiega Marianna L'Amico - Il mio corpo sembrava dirmi: finalmente mi ascolti. Ho iniziato a scrivere per non soffocare quel peso, ma solo quando ho ritrovato il filo rosso della mia carriera trentennale, la gioia, ho capito come raccontarlo. Il clown è stato il mio maestro: insegna a cadere, a giocare con i limiti e a trasformare il piombo in oro attraverso il sorriso».
Il monologo si sviluppa come un dialogo intimo e funambolico che racconta questa storia personale che diventa, a poco a poco, collettiva, incontrando vissuti ed esperienze del pubblico riguardanti la salute, ma anche il dolore e la capacità di rispondere alla vita. La protagonista si guarda allo specchio, parla a cuore aperto e usa il dialetto lucano per dare voce alla verità più viscerale, coinvolgendo gli spettatori in un rito di riconoscimento reciproco.
Non c’è accusa verso il sistema sanitario, né rassegnazione: c’è il darsi il permesso di esistere, con tutta la propria dignità, anche quando ci si ritrova letteralmente «in mutande» davanti agli eventi della vita o si è costretti a toglierle davanti a molte persone. Uno spettacolo che cerca anche di sensibilizzare sull'importanza dell'empatia in ambiente ospedaliero, sulla necessità di accompagnare con attenzione e maggiori informazioni il paziente.
Dopo il successo della versione breve presentata al festival Women & the City di Torino, lo spettacolo approda al Baretti in una veste ampliata, di circa 60 minuti: si tratta dell'anteprima nazionale. È un invito a stare nella presenza, a ridere di cuore (perché sì, si ride molto anche se si parla di carcinoma, ago aspirato, biopsie e operazione) e a riconoscersi umani e mortali, scoprendo che proprio in questa consapevolezza risiede la massima leggerezza.
«Si spogli! è un atto di gratitudine verso la vita, un momento di alchimia teatrale dove il dolore non ha l’ultima parola, lasciando spazio alla bellezza e alla scintilla della guarigione emotiva: racconta la mia trasformazione» conclude L'Amico.
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13 aprile 2026 ( modifica il 13 aprile 2026 | 15:53)
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