I giovani sono una moltitudine che non merita gli stereotipi
Generalizziamo sui giovani, facendo credere loro che esista solo un modo di esserlo — essenzialmente frivolo — e pensiamo sia congenito alla modernità il loro distacco dalle istituzioni e dall’associazionismo
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I giovani sono una moltitudine che non merita gli stereotipi
Benedetta Cosmi | 12 aprile 2026Generalizziamo sui giovani, facendo credere loro che esista solo un modo di esserlo — essenzialmente frivolo — e pensiamo sia congenito alla modernità il loro distacco dalle istituzioni e dall’associazionismo
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Le otto generazioni che (co)abitano in Italia, non ci sono dappertutto. E neanche i giovani del mondo che abbiamo inventato: sempre in vacanza con qualche volo low cost, a scattare selfie, il loro dominio e domicilio sul web, senza impegno o «fatica», che hanno girato le spalle alle istituzioni del passato.
Come mai non li vediamo gli altri? Studentesse iraniane che studiano e lavorano da noi, non possono comunicare con le loro famiglie, sono le famiglie che acquistano in loco pacchetti di telefonate solo via «cavo», e attendono le chiamate, «internet» non esiste più.
I maggiorenni greci su cui pende l’obbligo del servizio militare. Pena il pagamento in denaro di 12 mila euro (neanche poco) che potrebbe salire a 1.500 nei prossimi anni per donne e uomini, per ogni mese di leva. Ma come? Una cosa che ci sembrava così anacronistica, proprio sotto i nostri occhi, nelle isole da sogno, delle vacanze (coi polpi appesi al sole). Mete di avventure di tanti neodiplomati italiani, inconsapevoli che i risparmi di molti coetanei, o l’investimento del loro tempo, inizi diversamente, a così poche miglia nautiche da loro. Per non parlare della vita della più grande generazione della storia, in termini di numeri assoluti, naturalmente in India.
Ha meno di trentacinque anni il 40 per cento della popolazione, oltre 356 milioni gli under venticinque.
E cosa sta succedendo nell’Africa sub-sahariana, dove oltre la metà della popolazione ha meno di diciotto anni?
Attenzione quando generalizziamo sui giovani, facendo credere loro che esista solo un modo di esserlo — essenzialmente frivolo — e pensiamo sia congenito alla modernità il loro distacco dalle istituzioni e dall’associazionismo.
Non è così se guardiamo aldilà del nostro irrisorio e infinitesimale osservatorio di giovani. Perché ricordiamoci che l’impatto che i giovani vogliono dare al mondo non passa solo dal digitale.
12 aprile 2026
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