Orchestra Haydn in concerto a Bolzano e Trento: Brahms e Svendsen nel programma nordico
Corriere della Sera - Cultura

Orchestra Haydn in concerto a Bolzano e Trento: Brahms e Svendsen nel programma nordico

Domenica 12 aprile 2026
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Doppia esibizione per l’orchestra guidata dal maestro Dausgaard

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Orchestra Haydn in concerto a Bolzano e Trento: Brahms e Svendsen nel programma nordico

di Lucia Munaro

Doppia esibizione per l’orchestra guidata dal maestro Dausgaard

Nuovo incontro con le sonorità nordiche per l’Orchestra Haydn. Continua il viaggio musicale tra i compositori del nord est europeo, già avviato nelle scorse stagioni dal maestro danese Thomas Dausgaard, direttore ospite principale dell’Orchestra Haydn nel triennio che si conclude quest’anno. Nel prossimo doppio concerto, martedì all’Auditorium di Bolzano (ore 20) e mercoledì all’Auditorium Santa Chiara di Trento (ore 20:30) la Haydn diretta dal maestro Dausgaard suonerà la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore, op. 15 del compositore norvegese Johan Svendsen (1840-1911). In programma anche la Sinfonia n. 4 in mi minore, op. 98 di Johannes Brahms (1833-1897), figura cardine della musica sinfonica tra Classicismo e Romanticismo. Composta e eseguita per la prima volta nel 1876, la Sinfonia n. 2 in quattro movimenti è un’espressione della maturità artistica del compositore norvegese, che grazie a una borsa di studio si era formato al Conservatorio di Lipsia, dove aveva studiato il suo più celebre connazionale Edvard Grieg.

Anche nella musica del meno conosciuto Svendsen si respira la vastità e la peculiarità dei paesaggi del grande Nord. Accanto ai più famosi Grieg, il finlandese Jan Sibelius e il contemporaneo estone Arvo Pärt, già omaggiati da Dausgaard, il maestro danese dedica la sua attenzione anche alla riscoperta di artisti nordici meno conosciuti. Nella scorsa stagione Dausgaard ha affrontato con l’orchestra Haydn il dimenticato danese Rued Langaard e ora aggiunge un ulteriore tassello al panorama musicale nordico tra fine Ottocento e i primi anni del Novecento. 

Continua anche il confronto dell’Orchestra Haydn con le grandi sinfonie di Johannes Brahms, che entrano così in dialogo con la spiritualità nordica e assumono un colore diverso. La grandiosità di Brahms si esprime nella sua Quarta e ultima Sinfonia a cui il compositore di Amburgo lavorò durante i soggiorni estivi in un piccolo villaggio della Stiria tra il 1884 e 1885, e dove diresse la prima esecuzione a Meiningen. Imponente nelle dimensioni e nella densità della scrittura e per la ricchezza delle articolazioni della partitura orchestrale, la composizione di Brahms raccoglie tutta l’eredità del passato sinfonico per portarlo al massimo livello raggiunto. Tacciato di pessimo classicismo dai seguaci di Wagner, che aspiravano a staccarsi dal passato e a diventare la nuova musica, bisognerà aspettare che Arnoldo Schönberg nel 1933 rivalutasse anche gli aspetti innovativi della musica di Brahms, per apprezzare pienamente il significato e il valore delle sue composizioni e la sua poetica, frutto sempre di un lavoro meticoloso. Un musicologo e critico autorevole come Daniele Spini ha paragonato la musica di Brahms e la sua Quarta Sinfonia in particolare, niente di meno che alle colonne d’Ercole della musica sinfonica, prima che questa si avventurasse verso il futuro, in un mare sconosciuto.

12 aprile 2026

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