Claudio Amendola: «I Cesaroni? Sempre uguali, un po' cresciuti, qualcuno invecchiato e la famiglia (imperfetta) si allarga»
Corriere della Sera - Cultura

Claudio Amendola: «I Cesaroni? Sempre uguali, un po' cresciuti, qualcuno invecchiato e la famiglia (imperfetta) si allarga»

Domenica 12 aprile 2026
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L'attore alla presentazione, al Teatro Palladium, della nuova serie in arrivo in tv

Claudio Amendola: «I Cesaroni? Sempre uguali, un po' cresciuti, qualcuno invecchiato e la famiglia (imperfetta) si allarga»

12 aprile 2026

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L'attore alla presentazione, al Teatro Palladium, della nuova serie in arrivo in tv

Paola Medori / CorriereTv

Tornano i Cesaroni, la famiglia più amata della Garbatella. A dodici anni dall’ultima stagione e a venti dalla prima messa in onda, la serie riapproda in tv da lunedì in prima serata su Canale 5 con «I Cesaroni – Il ritorno».
Al centro della settima stagione c’è ancora Claudio Amendola, romano e romanista, volto di Giulio Cesaroni, questa volta anche in veste di regista. Nonostante il tempo trascorso, l’anima della famiglia è rimasta intatta. «Non volevamo assolutamente cambiarla, anzi abbiamo cercato di essere il più fedeli possibile a quello che era il loro know-how, per restare moderni», conferma Amendola a margine della presentazione della serie al Teatro Palladium, alla Garbatella. I personaggi si ripresentano così molto simili a se stessi: «Un po’ cresciuti, qualcuno invecchiato, ma io dubito che le persone cambino davvero nel profondo».

La sua forza resta quella di raccontare una famiglia imperfetta, capace però di parlare al presente. «La famiglia si deve misurare sull’amore e sull’affetto, non sul grado di parentela», spiega l’attore, ribadendo un concetto che oggi, in tempi più fragili, suona ancora più attuale. «Io sono cresciuto in famiglie allargate e quella dei Cesaroni quest’anno si allarga ancora di più: è una famiglia moderna, con gli stessi valori – a volte anche migliori – di quelle tradizionali». Garbatella e Roma restano protagoniste, insieme al legame profondo con il pubblico: «Questa serie ha avuto un risvolto affettivo straordinario: le persone si sono riconosciute nei personaggi e nelle loro storie. È questo l’abbraccio che speriamo di ricevere con la nuova stagione».

Nella serie, come nella realtà, la storica bottiglieria dei Cesaroni — negli anni meta di pellegrinaggio per i fan — non esiste più e lascerà spazio a un’osteria: «Noi l’avevamo immaginato prima», racconta Claudio Amendola. «Vedremo cosa faranno i nuovi proprietari: spero non cambi nulla dal punto di vista della fruibilità della location. Se dovesse succedere, andremo a parlare con loro. E se le cose dovessero cambiare, ricostruiremo il locale: per fortuna il cinema ha questa grande possibilità».

Non manca un ricordo importante, quello di Antonello Fassari, storico volto scomparso un anno fa: «Questo è un gruppo che somiglia davvero a una famiglia e il dolore per la sua mancanza è stato colmato dall’amore ricevuto sul set». Accanto al patriarca Amendola ritroviamo i figli “televisivi” interpretati da Matteo Branciamore, Niccolò Centioni e Federico Russo, insieme a diverse new entry come Ricky Memphis, Lucia Ocone, Valentina Bivona, Marta Filippi e il piccolo Pietro Serpi. Tra le guest star: Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi. E intanto Amendola guarda già avanti: «Stiamo scrivendo la stagione 8, poi martedì mattina, dopo la prima serata, ci diranno se sì o no».

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12 aprile 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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