Cari eletti, il decoro non è un artificio
Corriere della Sera - Cultura

Cari eletti, il decoro non è un artificio

Domenica 12 aprile 2026
3 visualizzazioni

«Vorrei un livello più alto del Parlamento» dice il ministro Crosetto. Ma il livello non si alza per decreto: sta nel linguaggio e nel rispetto

Cari eletti, il decoro non è un artificio

di Aldo Grasso | 12 aprile 2026

«Vorrei un livello più alto del Parlamento» dice il ministro Crosetto. Ma il livello non si alza per decreto: sta nel linguaggio e nel rispetto

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

All’uscita dall’Aula, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sbottato: «Vorrei un livello più alto del Parlamento». È quello che vorremmo tutti. A partire proprio dagli eletti, che dovrebbero garantire autorevolezza, rigore, senso delle istituzioni. Essere «eletti» non è solo un titolo: è un compito esigente, che implica competenza, misura, responsabilità: una forma visibile di eccellenza civica. Invece assistiamo a risse da talk show, vediamo gesti indecorosi, improvvisazioni elevate a metodo, fino all’invocazione di miracoli da parte del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Ma il livello non si alza per decreto: si chiede prima a sé stessi e poi agli altri. Non è una formula retorica, non nasce nei palazzi, ma nella trama quotidiana dei comportamenti. Sta nel linguaggio, nel rispetto dell’avversario, nella capacità di dissentire senza degradare. Negli ultimi anni abbiamo scambiato il decoro per artificio e l’immediatezza per autenticità, sacrificando educazione e responsabilità. Così abbiamo finito per diffidare della forma, dimenticando che è proprio la forma a custodire il senso del limite.

Se oggi il Parlamento appare come uno specchio opaco, è perché si è smarrita un’idea essenziale: la distinzione non è un privilegio, alzare il livello non è un esercizio di stile. È sopravvivenza civile.

12 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimi pubblicati LEGGI TUTTI Editoriali e commenti di oggi di Stefano Passigli

Le primarie nascondo trappole

Sabato 11 aprile 2026 di Federico Rampini

Fare pace in Iran conviene a tutti

Sabato 11 aprile 2026 di Beppe Severgnini

Difesa dell’oratorio, vero laboratorio

Sabato 11 aprile 2026 di Paolo Lepri

Se gli Stati Uniti chiudono le porte a un ragazzo nato in Iran

Sabato 11 aprile 2026 di Carlo Verdelli

Se gli autocrati tifano per Orbán

Sabato 11 aprile 2026 di Giancristiano Desiderio

Troppa tattica poca magia: il calcio torni a essere un gioco

Venerdì 10 aprile 2026 LEGGI TUTTI PADIGLIONE ITALIA

"Un piccolo frammento domenicale che il Corriere della sera offre a chi ha ancora voglia di notare la contraddittorietà dell'esistere, le luci e le ombre di tutto ciò che ci passa sotto gli occhi, curiosando nelle pieghe di qualche personaggio. Con un po' d'ironia e disincanto. Da noi, purtroppo, l'assenza di grandi moralisti ha permesso il dilagare dei moralizzatori."

PADIGLIONE ITALIA, TUTTI GLI ARTICOLI

Condividi questo articolo