Torino, il campanile più alto (83 metri), quello nascosto e quello senza chiesa: tour «verticale» tra le chiese della città
Abbiamo il più alto, la campana più grande del Piemonte, la chiese con un campanile fuori posto e campanili condivisi da due chiese, Viaggio tra le sentinelle della città che segnano lo skyline da Nostra Signora del Suffragio a Santa Zita
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Torino, il campanile più alto (83 metri), quello nascosto e quello senza chiesa: tour «verticale» tra le chiese della città
di Rosalba GragliaAbbiamo il più alto, la campana più grande del Piemonte, la chiese con un campanile fuori posto e campanili condivisi da due chiese, Viaggio tra le sentinelle della città che segnano lo skyline da Nostra Signora del Suffragio a Santa Zita
Il più alto, un po’ Antonelli e un po’ Eiffel per aiutare gli operai
In Via San Donato 31, una targa ricorda Francesco Francesco Faà di Bruno, uno dei nostri santi sociali, nato di questi tempi, il 29 marzo, del 1825. E lo ricorda come soldato, scienziato, sacerdote, beato e se si cerca su internet la prima indicazione è “matematico”. Insomma un tipo eclettico, che prima segue la carriera militare, viene ferito a Novara, e decide di cambiare vita. Va a perfezionarsi a Parigi alla Sorbona in scienze matematiche, torna a Torino, insegna all’Università e si impegna nel sociale. Fonda nel 1859, nella casa di via San Donato, l’Opera Pia di Santa Zita per le ragazze che arrivano dalla campagna in cerca di lavoro. Istituisce mense economiche per i lavoratori. E fa costruire la chiesa di Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita, occupandosi personalmente del campanile, datato 1880. Alto 83 metri, fino al completamento della Mole è l’edificio più alto della città. Faà di Bruno lo voleva molto alto e con orologi su ogni lato, per essere visti da tutti i lavoratori della zona, così da non essere ingannati sull'orario di lavoro. Per progettarlo si consulta proprio con Alessandro Antonelli e mette insieme l’uso dei mattoni alla Antonelli e del metallo alla Eiffel. È realizzato fino a metà altezza in mattoni, poi fino alla cella campanaria da 32 colonnine in ghisa. La guglia in ghisa resiste al tornado del 1953, che invece decapita la Mole. Tutto su una base di appena cinque metri di larghezza, il che accentua l’effetto di verticalità tra la prima parte, quadrangolare, e la parte superiore, ottagonale. Oggi rimane il campanile più alto della città.
12 aprile 2026 | 05:45
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