Bologna, il boom dell'Archeologico: è il museo civico più visitato. La mostra sulla grafica giapponese e la nuova guida
Nel 2025 oltre 173.100 presenze: il volume sulla storia del museo con le curatrici a disposizione del pubblico
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Bologna, il boom dell'Archeologico: è il museo civico più visitato. La mostra sulla grafica giapponese e la nuova guida
di Piero Di DomenicoNel 2025 oltre 173.100 presenze: il volume sulla storia del museo con le curatrici a disposizione del pubblico
Tra tutti i musei civici bolognesi l’Archeologico è quello che stando agli ultimi dati, riferiti all’anno passato, è il più visitato con 173.100 presenze, grazie anche alla netta impennata del turismo. Una conferma arriva pure dai numeri della mostra sull’evoluzione della grafica giapponese «Graphic Japan. Da Hokusai al Manga», in corso fino al 6 aprile in via dell’Archiginnasio 2, che all’attivo può vantare già più di 55mila visitatori.
Una storia lunga 400 anni
Negli ultimi anni alcuni allestimenti del museo, come le collezioni greca, romana ed etrusco-italica, sono stati rinnovati, c’è stata anche la chiusura parziale nel 2021 per adeguamenti alla normativa antincendio e oggetti un tempo conservati nei depositi hanno conquistato la vetrina espositiva.
Quanto basta per rendere necessaria una nuova guida al museo adeguata alla situazione attuale, visto che l’ultima risaliva a 17 anni fa. In grado di rendere anche conto di una storia lunga 400 anni. Partita da lontano, dai primi nuclei delle collezioni dell’Alma Mater, da Aldrovandi a Marsili e Pelagio Palagi.
Nel 1881 l’inaugurazione nella sede dell’antico Ospedale della Morte, comprendente una sezione archeologica e una medievale e moderna, che solo nel 1985 verrà distaccata e resa autonoma. La nuova guida, edita da Franco Cosimo Panini e curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi, verrà presentata sabato 21 marzo alle 17 nella sala conferenze del museo in apertura del poker di appuntamenti «Visto, si stampi!».
Dedicati alle pubblicazioni più recenti del museo e anticipazioni della prossima «Festa della Storia» che tornerà a Bologna dall’11 al 19 aprile. A introdurre l’incontro sarà Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, a presentare il volume Tiziano Trocchi, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.
La nuova guida
A seguire, le curatrici delle diverse sezioni del museo saranno a disposizione del pubblico per una passeggiata nelle sale. Così come la direttrice Paola Giovetti, alla guida del museo dal 2009 dopo l’ultratrentennale direzione di Cristiana Morigi Govi dal 1972 al 2009. La nuova guida, in versione italiana e in inglese, è arricchita da schede che accompagnano una narrazione largamente arricchita da immagini e con un nuovo formato agevole da consultare.
Un approccio divulgativo particolarmente caro alla direttrice Giovetti, mantovana di origine ma da anni a Bologna, dove si è laureata in Storia antica per poi specializzarsi in Archeologia. Arrivata al museo già nel 1994, inizialmente come responsabile della sezione numismatica ed egiziana.
Nelle oltre 300 pagine della guida l’itinerario prende le mosse al piano terra dal Lapidario con i suoi 400 monumenti in pietra, per poi spostarsi nell’atrio di ingresso con i cippi etruschi di via Fondazza e la Stele del guardiano di maiali e del mortaio, che fa riferimento alla storica fabbricazione di insaccati in città. Il cortile nella parete ospita i cippi miliari della Via Emilia e alcune stele del «muro del Reno», diga aggiunta come appendice all’antico ponte romano sul fiume Reno. Un manufatto messo in luce nel 1894 in seguito a una piena del fiume, da cui provengono circa un centinaio di lapidi e cippi sepolcrali.
Nel volume, che si conclude con la collezione numismatica che non è esposta, non poteva mancare l’imponente collezione egizia al piano interrato, tra le maggiori in Italia insieme a quelle di Torino e di Firenze con i suoi circa 4.000 oggetti. Al primo piano superiore del quattrocentesco Palazzo Galvani, le sale dedicate alla storia di Bologna e del suo territorio, all’etrusca Felsina, alla Bologna celtica e alla romana Bononia.
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21 marzo 2026
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