Riforma istituti tecnici, il ministero corregge il tiro: nessun taglio orario e più prof per l'ora di Scienze sperimentali
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Riforma istituti tecnici, il ministero corregge il tiro: nessun taglio orario e più prof per l'ora di Scienze sperimentali

Venerdì 20 marzo 2026
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La nuova disciplina che unisce biologia, chimica, fisica e scienze della terra verrà insegnata da docenti diversi ma avrà un solo voto in pagella

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Riforma istituti tecnici, il ministero corregge il tiro: nessun taglio orario e più prof per l'ora di Scienze sperimentali

di Gianna Fregonara e Orsola Riva

La nuova disciplina che unisce biologia, chimica, fisica e scienze della terra verrà insegnata da docenti diversi ma avrà un solo voto in pagella

Il governo tira dritto sulla riforma degli istituti tecnici che, nonostante sia stata approvata a iscrizioni praticamente chiuse, con tutte le incertezze del caso per famiglie e scuole, andrà in vigore comunque dopo l’estate, come peraltro previsto dal Pnrr. Ma il fuoco di critiche piovute sul provvedimento da parte di sindacati e associazioni di categoria - la petizione online contro la riforma lanciata qualche giorno fa da un comitato di docenti precari ha ormai raggiunto 25 mila firme - non è caduto nel vuoto. Due, in particolare, i rilievi che il ministero ha ritenuto di accogliere sotto forma di «indicazioni operative» per la messa a terra della riforma, riducendo fortemente la flessibilità del curriculum che doveva costituire il centro delle nuove regole e mischiando insegnanti e discipline nelle nuove ore di scienze sperimentali che rischiano poi di non essere molto diverse da quelle attuali. 

Il salvataggio delle ore di geografia e seconda lingua straniera 

La prima riguarda il taglio delle ore di geografia e della seconda lingua straniera negli istituti tecnici a indirizzo economico. Il ministero corre ai ripari spiegando alle scuole che «al fine di garantire il mantenimento degli organici dei docenti e di evitare il determinarsi di situazioni di sovrannumero» dei docenti – cioè dei tagli di organico – quella quota di orario  flessibile di due ore alla settimana che in base al provvedimento avrebbe dovuto essere a disposizione dei singoli istituti, diventa invece più rigida e dovrà essere  «utilizzata per il potenziamento delle ore di geografia e di seconda lingua comunitaria». Con buona pace del «forte investimento sull'autonomia» al quale il provvedimento era ispirato. Ma almeno così si evita un depauperamento del curriculum su discipline essenziali per i vari indirizzi tecnico-economici (da amministrazione finanza e marketing a turismo) e soprattutto i docenti di queste materie possono tirare un sospiro di sollievo. 

Scienze sperimentali: una materia (e un voto) per 4 prof

Il ministero corregge il tiro anche sull’altra questione aperta dalla riforma: quella della nuova ora di «Scienze sperimentali» in cui confluiscono ben 4 discipline finora separate fra loro: biologia, chimica, fisica e scienze della terra. Sindacati e associazioni di categoria avevano obiettato che per avviare il nuovo insegnamento sarebbe stata necessaria una revisione delle classi di concorso, visto che attualmente un docente di fisica non può insegnare chimica e viceversa. La risposta del ministero è stata: le classi di concorso non si toccano, l’insegnamento andrà ripartito fra i vari docenti delle varie materie. I quali poi, si suppone, al momento degli scrutini dovranno mettersi d’accordo fra loro per stabilire se con un 8 in fisica e un 4 in chimica l’alunno meriti o meno il 6 in pagella. 
Per scongiurare il rischio che anche queste materie subissero una pesante sforbiciata, la nota del ministero adotta lo stesso escamotage usato per la geografia e la lingua straniera, ovvero vincola il monte ore che in teoria sarebbe stato a disposizione delle singole scuole al «potenziamento delle discipline scientifiche afferenti alle scienze sperimentali». 

20 marzo 2026

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