Il film della settimana, «Gli occhi degli altri»: la recensione e dove vederlo a Firenze
Il terzo lungometraggio di Andrea De Sica, nipote di Vittorio, sul caso del conte Camillo Casati Stampa di Soncino che uccise la moglie e l'amante
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Il film della settimana, «Gli occhi degli altri»: la recensione e dove vederlo a Firenze
di Marco LuceriIl terzo lungometraggio di Andrea De Sica, nipote di Vittorio, sul caso del conte Camillo Casati Stampa di Soncino che uccise la moglie e l'amante
Andrea è uno dei talenti più interessanti della dinastia De Sica: il figlio di Manuel (e quindi nipote del grande Vittorio), al suo terzo lungometraggio, ne «Gli occhi degli altri» rielabora una vicenda realmente accaduta, quella del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, che nel 1970 uccise la moglie e l’amante, trasformandola in un dramma erotico dalle atmosfere gotiche e barocche.
Il film, ambientato in un’isola remota e semideserta, dove il lusso si mescola alla natura selvaggia e l’eccesso è legge, vede come protagonista un marchese che ha il potere su tutti e su tutto (Filippo Timi), ma ormai è stanco e sempre più attratto dai «giochi» pericolosi. In questo piccolo mondo moderno l’arrivo di Elena (Jasmine Trinca), misteriosa e magnetica, dà inizio ad un mondo fatto di segreti e provocazioni.
C’è qualcosa di profondamente inquieto, quasi carsico, ne Gli occhi degli altri, un’inquietudine che non esplode mai davvero, ma serpeggia sotto la superficie delle immagini: nei silenzi, nei vuoti, negli sguardi che si incrociano senza incontrarsi davvero. È un film che sembra parlare di visione — del vedere e dell’essere visti — ma in realtà scava molto più a fondo, interrogando il modo in cui costruiamo noi stessi attraverso lo sguardo altrui.
De Sica lavora sui dettagli, sui frammenti, sulle ellissi, come se il film stesso avesse bisogno di una continua ricomposizione ed è proprio questo a renderlo ipnotico, creando quella grammatica dello sguardo che è in fondo il tema principale del film stesso. Chi guarda chi? E soprattutto: cosa resta di noi quando siamo «ridotti» a oggetto dello sguardo degli altri? La risposta ognuno se la deve andare a cercare. Ed è così che film si chiude come si è aperto: in uno stato di sospensione, di domanda irrisolta.
Regia: Andrea De Sica; Interpreti: Jasmine Trinca, Filippo Timi, Anna Ferzetti, Matteo Olivetti; Sceneggiatura: Gianni Romoli, Silvana Tamma, Andrea De Sica; Fotografia: Gogò Bianchi; Musiche: Andrea Farri; Montaggio: Esmeralda Calabria; Scenografia: Alessandro Vannucci; Distribuzione: Vision. Italia, 2025, 90’.
A Firenze è in queste sale: Portico, Principe.
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