Pio e Amedeo, tre serate a ChorusLife Arena: «Sal da Vinci? Piacere a tanti non è una colpa, significa essere nazional popolari»
Martedì 24, venerdì 27 e lunedì 30 marzo: con ospiti da Annalisa a Gigi d'Alessio, dai Pooh a Baglioni, da Luca Argentero a Selvaggia Lucarelli. Saranno trasmesse su Canale 5
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Pio e Amedeo, tre serate a ChorusLife Arena: «Sal da Vinci? Piacere a tanti non è una colpa, significa essere nazional popolari»
di Rosanna ScardiMartedì 24, venerdì 27 e lunedì 30 marzo: con ospiti da Annalisa a Gigi d'Alessio, dai Pooh a Baglioni, da Luca Argentero a Selvaggia Lucarelli. Saranno trasmesse su Canale 5
Pio e Amedeo a ChorusLife Arena
«Saranno serate diverse l’una dall’altra, con artisti importanti che hanno segnato i nostri 25 anni di carriera. Stiamo apparecchiando i tavoli della festa». Pio e Amedeo, all’anagrafe Pio D’Antini e Amedeo Grieco, dopo il successo al cinema con il film «Oi vita mia», il loro primo alla regia, che ha raggiunto i nove milioni di incasso e un milione e 200 mila spettatori, preceduto da un tour teatrale di oltre 50 date tutte sold out, tornano dal vivo con «Stanno tutti invitati»: tre serate evento, martedì 24, venerdì 27 e lunedì 30 marzo, alla ChorusLife Arena e che prossimamente saranno in onda su Canale 5. Gli amici invitati per la musica sono Annalisa, Gigi D’Alessio, i Pooh, Umberto Tozzi, Sal da Vinci, Raf, Noemi, Nek, Francesco Renga, The Kolors, Cristina d’Avena, Michele Zarrillo, Massimo Ranieri e Claudio Baglioni. Per il cinema e la tv Amadeus, Paolo Bonolis, Vanessa Incontrada, Luca Argentero, Lino Banfi, Selvaggia Lucarelli, Belen Rodriguez; gli sportivi sono Antonio Cassano, Nicola Ventola e Lele Adani.
Come sarà questa festa?
Pio: «Sono personaggi di grande caratura, che neppure Sanremo ha avuto. Si canterà tanto, saranno serate ruspanti, croccanti, proprio come siamo noi».
Amedeo: «Tutti hanno accettato di entrare nel nostro mondo, in un contenitore che non è una comfort zone. Questo ci differenzia dagli altri show».
A proposito del vincitore di Sanremo, che sarà tra gli ospiti, vi sentite i Sal Da Vinci della comicità?
Pio: «Significa essere nazional popolari e per noi è un complimento, dietro a Sal c’è tanto lavoro; lui però è partenopeo, carnale, noi, da pugliesi, abbiamo un modo diverso di raccontarci».
Amedeo: «Da sempre combattiamo contro il razzismo culturale. Se piacere a tanti è una colpa, noi abbiamo le spalle larghe per affrontare chi ha pregiudizi o la pensa per partito preso. Luché, ad esempio, dichiarò che non gli interessava essere uno nazional popolare alla Pio e Amedeo, ma poi è andato a Sanremo per cercare di piacere a quanti più possibile. Noi lo perdoniamo, però vorremmo dirgli che per essere figo basta essere se stessi».
Tanti amici che vi hanno accompagnato, ma avrete incontrato anche tante difficoltà.
Pio: «Sono 25 anni che grazie a questo mestiere mettiamo il piatto a tavola, però a “Zelig” chi ci doveva provinare stava mangiando un panino, era rivolto verso il bar».
Amedeo: «La nostra comicità non era affine al format, a noi non piace essere ingabbiati nei tre minuti. Ad esempio, il nostro film ha un minutaggio diverso, oggi una commedia deve durare 90 minuti così ha più passaggi, mentre noi ce ne siamo fregati e abbiamo pure incassato: il rispetto verso il pubblico (che è sveglio e intelligente) viene prima delle regole che ti impongono».
Nella pellicola, Banfi, altro ospite della serata, interpreta un ex professore di lettere e filosofia, malato di Alzheimer. C’è una tradizione pugliese nella comicità che si sta imponendo?
Pio: «Rispetto a Napoli, non è così longeva. Lino è stato il primo a sdoganare lo slang, ma non esiste ancora una scuola pugliese, siamo dei giullari al servizio del popolo. Nel nostro film ha interpretato un ruolo toccante, considerato che la moglie è stata a lungo malata di Alzheimer».
Amedeo: «Abbiamo gusti vintage, guardiamo al passato, a Troisi, Franco e Ciccio, veri cavalli di razza. Siamo nostalgici, oltre che di Banfi, di Benigni, Troisi, Aldo, Giovanni e Giacomo».
Con «Oi vita mia» avete realizzato il sogno della prima regia. Il prossimo obiettivo?
Amedeo: «La seconda regia. Alziamo sempre l’asticella, mantenendo l’entusiasmo e divertendoci».
Voi siete cresciuti assieme: come vi siete incontrati?
Amedeo: «Proveniamo dallo stesso quartiere popolare, il Cep di Foggia. E abbiamo scoperto che le nostre mamme erano nella stessa stanza d’ospedale quando ci hanno partorito, essendo nati io il 20 agosto e Pio il 25 agosto del 1983».
Pio: «Per 48 ore siamo stati coinquilini. Abbiamo fatto ricerche all’ospedale di Foggia che ce lo hanno confermato».
Ricordate il vostro primo spettacolo?
Pio: «E chi se lo dimentica? È stato Il 6 aprile del 2001 al Piccolo Teatro di Foggia. Andò sold out. C’erano 120 spettatori (tutti parenti) che pagarono 7 mila lire per vederci».
Amedeo: «Ancora oggi vengono a vederci i parenti e nessuno (di loro) paga».
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20 marzo 2026 ( modifica il 20 marzo 2026 | 09:03)
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