Torino ha un nuovo giardino storico, terminato il restauro dei parco della Palazzina di Stupinigi: l'app dedicata, il wi-fi e la vasca dell'elefante Fritz
L'intervento nel complesso nato nel 1740 finanziato con circa 2 milioni di euro di fondi Pnrr
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Torino ha un nuovo giardino storico, terminato il restauro dei parco della Palazzina di Stupinigi: l'app dedicata, il wi-fi e la vasca dell'elefante Fritz
di Paolo MorelliL'intervento nel complesso nato nel 1740 finanziato con circa 2 milioni di euro di fondi Pnrr
Emergerà dal verde come un ricordo restituito alla superficie: la vasca di Fritz non contiene più acqua, ma un disegno di piante e fioriture che ne ricostruisce il profilo e riporta alla memoria uno degli episodi più curiosi della storia della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Qui, nell’Ottocento, l’elefante donato dal Viceré d’Egitto a Carlo Felice trovava spazio anche per le proprie abluzioni e a quella vasca si abbeverava. La sua presenza è oggi evocata da un intervento paesaggistico nel giardino di levante con specie vegetali selezionate per la fioritura stagionale che suggeriscono, attraverso il colore, la presenza dell’acqua, mentre Fritz è diventato la mascotte del Museo Regionale di Scienze Naturali.
Ritorno allo splendore
È uno dei segni più riconoscibili del progetto che ha riportato leggibilità al giardino storico dell’ex residenza sabauda. L’intervento, sviluppato dalla Fondazione Ordine Mauriziano con la Reggia di Venaria, è stato finanziato con circa 2 milioni di euro di fondi Pnrr. Il primo lotto dei lavori ha interessato le aree più vicine alla Palazzina per ricostruire, secondo il disegno settecentesco, le stanze di verzura, gli antichi Apartaments verts. Tornano le gallerie vegetali laterali composte da quattro filari di alte siepi di carpino nero, disposte in modo simmetrico, che ricreano il cannocchiale prospettico pensato per accompagnare lo sguardo verso il cuore del giardino. Ridisegnati anche i grandi parterre erbosi ottocenteschi, delimitati da ghiaia rossa e piantumati con tassi piramidali allineati agli assi principali della residenza. Nel giardino di levante, primo spazio di accesso lungo il percorso di visita, il restauro ha mantenuto la struttura ottocentesca con l’alternanza di prati, arbusti perenni e alberi ad alto fusto, comprese specie esotiche introdotte nel tempo. Magnolie, tulipani e alberature storiche accompagnano un percorso che cambia aspetto con le stagioni, dal verde pieno dell’estate al foliage autunnale.
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App, scooter e elettrici e wi-fi
Si aggiunge un discorso rilevante sull’accessibilità. I percorsi sono stati resi più leggibili, inserendo aree di sosta fra le stanze di verzura, e sono disponibili scooter elettrici adatti a percorrere i viali, per le persone con difficoltà motorie. A supportare il percorso c’è poi la app gratuita SmartPark Experience, per offrire informazioni storiche e orientamento, in grado di adattarsi a esigenze diverse come ipoacusia e ipovisione.
L’intero progetto affonda le radici nella storia. Il primo impianto risale al 1740, quando il francese Michel Benard, direttore dei Reali Giardini, realizzò per Stupinigi un grande spazio formale secondo la tradizione francese, nel sistema territoriale immaginato da Filippo Juvarra. Nell’Ottocento fu reinterpretato secondo il gusto paesaggistico inglese da Marcellino e Giuseppe Roda, con boschetti, un lago artificiale e specie esotiche. All’inizio del Novecento, Alessandro Scalarandis intervenne sul giardino fiorito di levante, mentre durante la Seconda guerra mondiale quell’area fu trasformata in orto di guerra, coltivato a ortaggi destinati in gran parte all’Ospedale Mauriziano. Il recupero attuale comprende anche nuovi impianti di irrigazione, wi-fi, videosorveglianza, acqua potabile e servizi igienici per il pubblico. Esclusa, per ora, la grande area circolare più distante dalla Palazzina: fa parte della Zona Speciale di Conservazione e ha bisogno di ulteriori studi. Al suo interno convivono alberi antichi e specie protette come barbastello, cervo volante e osmoderma eremita.
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20 marzo 2026
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