Alla scoperta del Muse: ecco UranIA, l’assistente virtuale che risponde alle domande dei visitatori
Corriere della Sera - Cultura

Alla scoperta del Muse: ecco UranIA, l’assistente virtuale che risponde alle domande dei visitatori

Giovedì 19 marzo 2026
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Luca Scoz, mediatore scientifico del Muse: «Per non isolare i visitatori in gruppo, l’intelligenza artificiale viene attivata su singoli dispositivi personali da cui sarà possibile condividere i vocali e le chat in arrivo»

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Alla scoperta del Muse: ecco UranIA, l’assistente virtuale che risponde alle domande dei visitatori

di Roberto Brumat

Luca Scoz, mediatore scientifico del Muse: «Per non isolare i visitatori in gruppo, l’intelligenza artificiale viene attivata su singoli dispositivi personali da cui sarà possibile condividere i vocali e le chat in arrivo»

Dall’inizio di questa settimana il Museo delle Scienze di Trento ha attivato UranIA, l’assistente virtuale innovativo che durante il percorso museale mette a disposizione dei visitatori l’Intelligenza Artificiale attivata su WhatsApp, per rispondere con verificata competenza a tutte le domande del pubblico grazie a un nuovo sistema di conversazione. Che sia un unicum nel panorama museale internazionale lo spiega Luca Scoz, mediatore scientifico del Muse e referente del progetto: «Di guide ad intelligenza artificiale nei musei ne esistono altre, ma siamo i soli al mondo a dotare il visitatore di un sistema che lo accompagna durante l’intero percorso museale rispondendo alle sue domande (anche a visita conclusa, purché entro tre ore dall’attivazione). È stato questo uno degli aspetti più difficili da ottenere tecnologicamente».

Come si accede

Il Muse ha scelto di non impiegare la classica «app» da scaricare, installare o aggiornare sui cellulari. Con un sovraprezzo di 2 euro si accede all’AI dal link (stampato sul biglietto d’ingresso) che si attiva su Whatsapp; poi il sistema risponde alle domande attinenti alle dieci aree tematiche in cui è stata suddivisa la base dei dati certificata e provata dal personale scientifico del museo: Rettili del Mesozoico, Serra Tropicale, Grande Vuoto, Paleolitico Medio e Popolazioni Neanderthal, Sostenibilità, Genesi delle Dolomiti, Miniere, Rischi Ambientali, Biodiversità Alpina, Ghiacciai. Attraverso questa Intelligenza Artificiale linguistica, la guida museale diventa intuitiva e pronta a rispondere in tempo reale a curiosità e approfondimenti, trasformandosi in una enorme fonte di informazioni personalizzate e interattive.

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La grande affidabilità dei messaggi forniti dipende dal fatto che UranIA attinge alle informazioni esclusivamente da un insieme di conoscenze certificate e in grado di garantire la massima coerenza scientifica: e questo per evitare il rischio di diffondere informazioni errate o stereotipate attinte dal Web. Un’altra caratteristica peculiare di UranIA è la facilità di utilizzo: il visitatore infatti, per interagire con l’assistente, non deve scaricare nuove applicazioni e nemmeno registrarsi su siti esterni, ma può utilizzare un’interfaccia familiare, ottenendo da UranIA - come fosse una nuova amica aggiunta su WhatsApp - un supporto continuo per la durata di tre ore. Progettata per potenziare il fattore umano, non si sostituisce completamente ad esso, ma lo potenzia: infatti nel caso non sia in possesso di tutte le informazioni richieste, questa guida artificiale non si lancerà in ipotesi iperboliche pur di rispondere, ma suggerirà all’utente di rivolgersi direttamente al personale di sala, garantendo così un corretto percorso di apprendimento; e questo perché il suo compito è di affiancare in modo complementare l’attività del personale scientifico ed educativo del Museo delle Scienze di Trento. UranIA ha la possibilità di rispondere alle domande in italiano, tedesco e inglese e lo fa in abbinamento tra modalità testo e vocale; il Muse suggerisce come preferibile l’opzione dei messaggi vocali, per consentire al pubblico di continuare a guardarsi attorno senza dover rimanere costantemente con lo sguardo fisso sullo smartphone.

Per non isolare i visitatori

«Per non isolare tra loro i visitatori arrivati in famiglia o in gruppo – prosegue Scoz – ricordiamo che l’intelligenza artificiale viene attivata su singoli dispositivi personali da cui sarà possibile condividere i vocali e le chat in arrivo. Per realizzare questo sistema innovativo siamo partiti nel giugno 2024 con uno studio di fattibilità di 6 mesi seguito dallo sviluppo per tutto il 2025, curato dalla Ebitmax di Bolzano, mentre la londinese Erlang Solution ci ha fornito il know-how». Suggerita per età superiori ai 14 anni, UranIA può essere utilizzata anche dai minori con la mediazione dei genitori. Il rigore scientifico del progetto è dato dal fatto che i suoi contenuti risultano validati dal personale del Muse e da certificate fonti open source.

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