Biennale di Venezia, riapre (tra le tensioni) il padiglione centrale: l'inaugurazione senza il ministro Giuli
Corriere della Sera - Cultura

Biennale di Venezia, riapre (tra le tensioni) il padiglione centrale: l'inaugurazione senza il ministro Giuli

Giovedì 19 marzo 2026
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Buttafuoco: «Si apre una nuova era». Il caso Russia sullo sfondo della festa. Il governatore del Veneto Stefani: «Spazio libero all'arte». Il sindaco Brugnaro: «Se la Russia fa propaganda chiudiamo il padiglione»

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Biennale di Venezia, riapre (tra le tensioni) il padiglione centrale: l'inaugurazione senza il ministro Giuli

di Sara D'Ascenzo

Buttafuoco: «Si apre una nuova era». Il caso Russia sullo sfondo della festa. Il governatore del Veneto Stefani: «Spazio libero all'arte». Il sindaco Brugnaro: «Se la Russia fa propaganda chiudiamo il padiglione»

Pietrangelo Buttafuoco e Alberto Stefani davanti al rinnovato padiglione centrale (foto Pattaro/Vision)

«Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere». Serve Wittgenstein al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco per affrontare una giornata «di festa», ma certo irrituale: l’inaugurazione del restaurato Padiglione Centrale della Biennale ottenuto grazie ai fondi stanziati dal ministero della Cultura, senza la presenza del ministro competente, Alessandro Giuli, rimasto a Roma a causa dell’affaire Russia che dai primi di marzo vede i due amici e sodali su fronti opposti: Buttafuoco per aprire al padiglione della Federazione Russa alla prossima Biennale dal 9 maggio, Giuli per non offrire un palcoscenico internazionale a chi da quattro anni sta portando avanti la guerra d’invasione dell’Ucraina. Intanto il luogo: sedici mesi di lavori, 31 milioni di euro stanziati grazie si fondi Pec e Pnrr, il reinventato Padiglione Centrale è pronto ora per essere riallestito per la mostra della curatrice della prossima Biennale, la 61esima.

Il governatore Alberto Stefani alla Biennale: "Storico spazio libero per l'arte"

Il progetto

La riqualificazione del Padiglione rappresenta uno degli interventi più complessi del programma di rinnovamento delle infrastrutture della Biennale, sia per l'importanza dell'edificio sia per i tempi particolarmente contenuti di realizzazione. L'intervento è stato seguito dagli uffici della Biennale di Venezia attraverso il settore Progetti Speciali diretto dall'architetto Arianna Laurenzi, con responsabile unico del procedimento l'ingegnere Cristiano Frizzele, responsabile dell'Ufficio Servizi Tecnico Logistici. Il progetto è stato sviluppato dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto da BUROMILAN - Milan Ingegneria S.p.A. (mandataria), Labics S.r.l. e architetto Fabio Fumagalli per l'architettura, ia2 Studio Associato per impianti e prevenzione incendi, e dal geologo Francesco Aucone. La direzione lavori è stata affidata all'ingegnere Massimiliano Milan. La procedura di gara aperta per la realizzazione delle opere si è conclusa nel mese di novembre 2024 con l'aggiudicazione alla ditta Setten Genesio S.p.A.

Stefani: «Siamo qui per garantire uno spazio libero all'arte»

Attorno a Buttafuoco, i due presidenti che l’hanno preceduto: Roberto Cicutto e Paolo Baratta, a dargli manforte e a fare idealmente quadrato con lui la consigliera di nomina MiC Tamara Gregoretti, sfiduciata da Giuli, il sindaco di Venezia LuigiBrugnaro, che è vicepresidente della Biennale, e il presidente della Regione Alberto Stefani, alla sua prima uscita alla Biennale: «Io ho più volte ribadito la mia posizione e l'ho ribadita anche con atti parlamentari, perché sono stato membro della Camera dei Deputati. Nessuno è qui a fare questioni di carattere geopolitico, siamo qui per garantire uno spazio libero all'arte. L'arte non deve essere la scusa per fare la guerra e per lo scontro, ma deve essere un'occasione di pace, uno spazio libero. Ci tengo a sottolineare che l'arte, come ha già detto un celebre compositore, non deve dare per forza risposte, deve anche fare delle domande. Credo che questo sia un punto fondamentale, su cui centrare la nostra attenzione».

Il sindaco: «Se la Russia fa propaganda chiudiamo il padiglione»

A Buttafuoco che ha ringraziato «la lungimiranza del ministero della Cultura per aver stanziato i fondi complementari al Pnrr», perché «da domani in questo luogo antico, ora modernissimo, si apre una nuova giovane era per la Biennale, con la 61/a Esposizione internazionale d'Arte, che si aprirà il 9 maggio», ha portato il suo sostegno anche il sindaco Brugnaro: «Ringrazio Stefani e Buttafuoco che ha avuto il coraggio di essere libero. Se il governo russo fa propaganda chiudiamo il Padiglione». Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, ribadendo il suo appoggio al presidente ha lanciato una proposta: «La Biennale di Venezia si faccia promotrice di uno statement di pace, un documento alto e condiviso, sottoscritto dagli artisti e affidato alla Biennale perché lo faccia vivere e lo porti al mondo. Sarebbe un gesto concreto, forte, all’altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia». La partita non è finita e Venezia l’ha fatto capire al ministero. Starà al vice capo di Gabinetto Valerio Sarcone riportarle a Roma.

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19 marzo 2026 ( modifica il 19 marzo 2026 | 15:40)

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