Antonella Benanzato e «l’oltre»: arte, musica e video. La nuova esposizione dell’artista alla Galleria Civica di Padova
Corpi, volti, frammenti organici e floreali dialogano in una pluralità di linguaggi. Mostra aperta fino al 19 aprile
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Antonella Benanzato e «l’oltre»: arte, musica e video. La nuova esposizione dell’artista alla Galleria Civica di Padova
di Barbara CodognoCorpi, volti, frammenti organici e floreali dialogano in una pluralità di linguaggi. Mostra aperta fino al 19 aprile
L'artista Antonella Benanzato e alcune delle sue opere esposte nella mostra di Padova
Alla Galleria Civica Cavour di Padova da sabato al 19 aprile la mostra dell’artista padovana Antonella Benanzato, Polisemie del Grande Oltre, più di sessanta opere che testimoniano gli sviluppi più recenti della sua ricerca. Tele di grande formato, lavori su carta, installazioni visive e interventi video dialogano con composizioni elettroacustiche realizzate da Benanzato, delineano un percorso che negli ultimi anni ha assunto una fisionomia sempre più sinergica tra pittura, suono e immagine in movimento. Il termine polisemia viene utilizzato dall’artista per indicare la pluralità dei linguaggi e delle semantiche che attraversano il suo lavoro. Ma al di là dell’impianto teorico dichiarato, la mostra appare soprattutto come un’immersione in una pittura fortemente processuale, in cui la figura emerge gradualmente dal magma cromatico. Colore, gesto e stratificazione sono i veri motori dell’immagine: la pittura non costruisce forme secondo un disegno preliminare, ma le lascia affiorare come presenze instabili, apparizioni.
Affinità con la pittura contemporanea
In molte tele il confine tra figurazione e astrazione rimane volutamente incerto. Corpi, volti, frammenti organici e floreali si dissolvono nella materia pittorica. È una modalità che avvicina la ricerca di Benanzato a alcune linee della pittura contemporanea, dove l’immagine nasce dal gesto e dalla densità del colore più che da una costruzione narrativa. In questo senso si possono cogliere affinità con artisti come Cecily Brown, o con MarleneDumas, soprattutto quando il volto umano emerge da campiture liquide, atmosferiche. In altri momenti il registro diventa più visionario: giardini immaginari, figure immerse in prospettive fiabesche: qui l’immaginario, per certi aspetti, si avvicina alla dimensione poetica e simbolica di MarcChagall per la qualità onirica della narrazione visiva.
Tra figurazione e astrazione
Benanzato parla di un «Grande Oltre» come orizzonte unitario della coscienza. Il riferimento alla dimensione meditativa e spirituale costituisce lo sfondo teorico della mostra. Tuttavia, ciò che rende il lavoro della pittrice più convincente non è tanto la formulazione concettuale quanto l’affacciarsi della figurazione nella sua pittura, che adesso dimostra una nuova tensione, una grande qualità, una fermezza del gesto, una sicurezza vigorosa. Nella pittura di Benanzato si percepisce chiaramente una zona di frontiera tra figurazione e astrazione, una soglia in cui l’immagine non viene costruita in modo descrittivo ma sembra piuttosto affiorare dal processo pittorico.
Un campo visivo in movimento
Le superfici non sono mai omogenee: il quadro nasce da successive sovrapposizioni di segni, velature, macchie, interventi gestuali che lasciano intravedere le tracce dei passaggi precedenti. In molte opere il segno non delimita i contorni ma si diffonde, si espande e si frammenta, creando un campo visivo in continuo movimento. All’interno di questa densità cromatica la figura emerge in modo intermittente. Volti, corpi o frammenti anatomici appaiono e subito sembrano dissolversi nella materia del quadro. La pittura dell’artista ha anche una forte energia gestuale. Il segno non è controllato in senso accademico, ma rimane visibile come traccia dell’azione pittorica. Colature, macchie, graffiature e accumuli cromatici contribuiscono a costruire una superficie vibrante.
Visual e musica elettronica
Un altro aspetto ricorrente è la presenza di elementi naturali e simbolici: fiori, corpi, forme organiche che sembrano germinare direttamente dal tessuto cromatico. Mentre in alcune opere emerge una pittura più ruvida e fisica. Il corpo può apparire deformato o frammentato, quasi trascinato nel vortice del gesto pittorico. La materia diventa allora più aggressiva, il colore più acceso e il segno acquista una forza quasi scultorea. Toni accesi e contrastanti convivono con zone più liquide o trasparenti. In occasione della mostra, l’artista presenterà anche una sua opera visuale dal titolo Fotogrammi, in cui la frammentazione dell’immagine in loop si lega alla composizione di musica elettronica.
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