I conti sull'AI alla fine non tornano
Corriere della Sera - Cultura

I conti sull'AI alla fine non tornano

Mercoledì 18 marzo 2026
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Chi comprerà tutti quei beni che l’intelligenza artificiale generativa produrrà senza far ricorso all'uomo?

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I conti sull'AI alla fine non tornano

Nicola Saldutti | 18 marzo 2026

Chi comprerà tutti quei beni che l’intelligenza artificiale generativa produrrà senza far ricorso all'uomo?

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L’unica cosa che l’intelligenza artificiale, finora, non può fare è acquistare direttamente una casa, fare direttamente la spesa, andare al ristorante, fare insomma le cose che possono fare gli esseri umani. Può agire come agente, ovvero fare qualcosa per qualcun altro, che poi siamo noi o domani potranno essere dei calcolatori o dei computer. Dunque si pone un problema, chi paga il conto, a chi vengono versati gli assegni di mantenimento, a chi viene versata la retribuzione per il lavoro svolto, ma soprattutto chi pagherà le tasse? 

Poi c’è un altro aspetto che sta emergendo in queste settimane: il suo enorme consumo di energia e di acqua necessaria per raffreddare i server che sempre più intensamente devono far girare i loro calcoli, lo paghiamo noi o in modo diretto o in modo indiretto, attraverso quel canone che si versa a ChatGPT o a Perplexity o negli altri infiniti modi di questo mondo finto gratuito. Siamo entrati non in una nuova tecnologia (bisognerà forse inventare una parola nuova) per definire l’età dell’intelligenza artificiale generativa. Per questo alla fine si continuerà ad aver bisogno degli esseri umani, perché le stesse realtà che si stanno servendo dell’intelligenza artificiale per semplificare la forza lavoro, per ridurre le persone occupate, per aumentare la cosiddetta produttività, a un certo punto dovranno accorgersi, forzatamente, che tutta quell’infinità di beni che si producono con migliore qualità, con maggiore precisione, con maggiore personalizzazione, la possibilità di definire con grande dettaglio qual è il loro target di consumo, semplicemente rischieranno di sparire.

E allora la domanda resta: chi comprerà quegli oggetti, chi comprerà quelle automobili, chi comprerà quelle vacanze, chi comprerà quell’abbonamento a ChatGpt se non servirà più? Per questo serve la politica, in grande quantità.

18 marzo 2026

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