Così Eltsin sfasciò l’Urss e Putin vuole l'Ucraina
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Caro Aldo,
a Zelensky sembra che gli aiuti non bastino mai, basta ricordare il suo intervento a Davos. Non bastano anche gli ulteriori 90 miliardi di euro stanziati, ne vuole molti di più e pontifica su cosa dovrebbe fare l’Europa per faglieli avere. Per una guerra poi che non ci vede neppure diretti interessati, l’Ucraina non fa parte della Nato né dell’Unione europea. È Putin che vuole l’Ucraina.
Alberto Ratti
Non le sembra assurdo che dopo quattro anni si continui a combattere per una causa persa? Parlo dei territori filorussi in Ucraina, sarebbe giusto che ritornino alla Russia.
Gianni Peruzzi
Cari lettori,
c’è un dettaglio che i filorussi non considerano mai. A sfasciare l’Unione Sovietica non fu la Nato. Fu la Russia. Certo, c’era la guerra fredda, la pressione dell’America di Reagan (con il suo progetto di guerre stellari) sull’Unione Sovietica di Gorbaciov fu molto pesante, il progetto di riforma del sistema comunista portato avanti dal segretario del Pcus era destinato al fallimento. Ma a dare il colpo di grazia a Gorbaciov non furono gli americani (nel frattempo era stato eletto Bush padre) o il Papa o la Nato. Furono prima i golpisti, che nell’agosto 1991 tentarono invano di riportare indietro le lancette della storia. Poi Boris Eltsin, presidente della Russia — allora una delle quindici repubbliche socialiste sovietiche, ovviamente quella egemone — sfasciò l’Urss per liberarsi di Gorbaciov ed esercitare i pieni poteri sul suo Stato.
Eltsin era una personalità contraddittoria, non priva di coraggio ma con molti punti deboli, compresa la passione per la vodka. Per anni cercò invano un primo ministro in grado di dare stabilità al sistema. Lo trovò soltanto alla fine della sua stagione. Si chiamava Vlamidir Putin. Il cui obiettivo dichiarato fu prima domare le ribellioni all’interno della Russia, a cominciare dalla Cecenia; e poi ricostruire la sfera di influenza dell’Unione Sovietica, di cui non a caso ripristinò l’inno. Questo non significa ovviamente avere nostalgia dell’Urss, ma ricostruirne le circostanze della caduta.
18 marzo 2026 ( modifica il 18 marzo 2026 | 17:15)
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