Gabriele Riva, la politica e la musica come rifugio: «Una speranza per tornare a galla»
L’ex sindaco e segretario del Pd col nuovo disco: «Sotto il livello del mare»
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Gabriele Riva, la politica e la musica come rifugio: «Una speranza per tornare a galla»
di Rosanna ScardiL’ex sindaco e segretario del Pd col nuovo disco: «Sotto il livello del mare»
«La politica è una passione che non può spegnersi, che si pratica con le azioni. E anche scrivere canzoni è un atto politico». Gabriele Riva spiega così la sua doppia anima. Sindaco di Arzago d’Adda dal 2007 al 2022, segretario provinciale del Pd dal 2009 al 2018, oggi è presidente della direzione provinciale del Partito Democratico. Ed è anche cantautore: sulle piattaforme si trova il suo ultimo album, «Sotto il livello del mare», edito dall’etichetta Multiforce di Osio Sopra, una realtà che esiste da venticinque anni. Il richiamo al ruolo di amministratore è nel brano «Obbligo di firma». «È un invito — afferma Riva — a metterci la faccia; in mezzo ai tanti leoni da tastiera, dobbiamo impegnarci senza paura per i valori in cui crediamo».
Il titolo del disco rimanda al romanzo di Jules Verne, «Ventimila leghe sotto i mari». «La letteratura è la mia prima fonte d’ispirazione — ammette l’ex sindaco artista —, amo moltissimo leggere e giocare con i libri. Il titolo rende una sensazione di straniamento rispetto alla realtà e il desiderio di isolarsi, ma poi c’è uno slancio a tornare in superficie, la speranza che possa migliorare». In «Calypso» c’è, invece, la rivisitazione del mito di Ulisse, con «quel senso di nostalgia che proviamo nell’abbandonarci a un passato che rassicura». Riva si è laureato in Filosofia, con indirizzo Estetica, all’Università Statale di Milano con una tesi sul «Carnevale dell’essere, la maschera del clown». Tema portante che si ritrova nel suo secondo album, «Opinioni di un clown» del 2021, dalle venature folk, che omaggia il romanzo del Premio Nobel tedesco Heinrich Boll.
«“Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez e “Il tamburo di latta” di Günter Grass sono altri testi che tuttora mi parlano». Queste le influenze letterarie dell’ex sindaco cantautore che, nel 2017, ha pure scritto un romanzo, «Il leopardo nero». I suoi tre dischi, compreso il primo, «Nuvole e aquiloni», uscito nel 2019, sono stati curati dallo studio Musica per il cervello di Riky Anelli, «il mio compagno di viaggio» che ha arrangiato, registrato, mixato e masterizzato i 15 brani che compongono il nuovo album, dandogli un’impronta rock.
Fin da ragazzo, Riva ha coltivato la passione per il cantautorato italiano. «Ho iniziato suonando chitarra e tastiere, a 17 anni scrivevo già i miei testi. Sono cresciuto nel mondo cantautorale di De André, Guccini, Dalla e ascoltando Bob Dylan, il più grande in assoluto. La sua “Jockerman” mi perseguita da sempre. Devo a lui la mia tesi di laurea sulla maschera del clown». Degli artisti di oggi, compresi quelli sanremesi, fatica a trovare chi gli piaccia. «Non voglio sembrare snob o un boomer, né voglio giudicare. Spero che tra gli artisti che oggi parlano a un pubblico giovane, ci sia chi lascerà una traccia nel tempo. Io continuo a rifugiarmi nella stagione del cantautorato italiano e dei grandi classici del rock».
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18 marzo 2026
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