Capitale della cultura 2028, Gravina in Puglia perde la sfida e cede il passo ad Ancona. «Ma ora guardiamo avanti»
Il titolo è stato assegnato dal Ministero della Cultura al capoluogo marchigiano. Grande era stata l'aspettativa di amministratori e cittadini intorno al dossier "Radici al Futuro", elaborato a supporto della candidatura
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Capitale della cultura 2028, Gravina in Puglia perde la sfida e cede il passo ad Ancona. «Ma ora guardiamo avanti»
di Giuseppe Di BisceglieIl titolo è stato assegnato dal Ministero della Cultura al capoluogo marchigiano. Grande era stata l'aspettativa di amministratori e cittadini intorno al dossier "Radici al Futuro", elaborato a supporto della candidatura
Si ferma a un passo dal traguardo il percorso di Gravina in Puglia verso il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. La scelta del Ministero della Cultura è ricaduta su Ancona, chiudendo una corsa che, nella città murgiana, si era trasformata in un banco di prova civico, seguito con attenzione e partecipazione crescenti.
L’annuncio, arrivato nella Sala Spadolini dal ministro Alessandro Giuli, ha sancito un esito che interrompe un cammino costruito negli ultimi mesi attorno al dossier “Radici al Futuro”. Un progetto che aveva raccolto consensi, attivato energie e riportato il tema della cultura al centro del dibattito pubblico locale.
«Siamo ampiamente soddisfatti di essere arrivati fin qui: oggi è comunque una giornata storica per Gravina – dichiara il sindaco Fedele Lagreca –. L’essere giunta fra le dieci finaliste, competendo ai primi posti, la rende di diritto Capitale regionale della Cultura 2028. Un traguardo che ci vede già impegnati nella costruzione di un programma culturale all’altezza del ruolo di città cerniera fra territori: non solo al centro delle Murge, ma anche punto di raccordo fra Puglia, Basilicata e Calabria».
Secondo l'assessore regionale alla Cultura, Silvia Miglietta, «Gravina e la sua comunità sono comunque vincitrici. Le progettualità elaborate nel dossier di candidatura restano un patrimonio comune che indica una visione di futuro per la città e il territorio».
«Questo percorso è stato prima di tutto un’esperienza straordinaria di crescita per la nostra comunità – ha commentato Ignazio Lovero, consigliere delegato per Gravina 2028 –. È stato un onore poterlo accompagnare in questi mesi e mettere a frutto le idee e l’entusiasmo che hanno animato la città».
A Gravina l’attesa era concreta. L’anticipo della proclamazione al 18 marzo aveva aumentato la tensione, alimentando la sensazione che il risultato potesse essere alla portata. Per la città si trattava di una sfida reale, non simbolica, anche alla luce del percorso partecipativo che aveva coinvolto istituzioni, associazioni e cittadini. Il progetto gravinese si è distinto proprio per questo: un’impostazione condivisa, capace di mettere in relazione identità territoriale e prospettive di sviluppo.
La giuria presieduta da Davide Maria Desario ha infine indicato Ancona, premiando il dossier “Ancona. Questo adesso”, articolato in oltre ottanta progetti tra musei, arti contemporanee e interventi di rigenerazione urbana. In finale erano arrivate dieci città: Ancona, Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.
Per Gravina, l’ingresso nella short list resta un risultato rilevante, soprattutto considerando la competizione con centri più strutturati. Il titolo sfuma, ma il percorso non è stato vano. Gravina esce da questa esperienza con la consapevolezza che la cultura può essere una leva concreta di sviluppo.
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18 marzo 2026 ( modifica il 18 marzo 2026 | 14:21)
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