Musica, da Argerich a Sokolov: stelle del piano e giovani promesse al Bolzano Festival Bozen
La 22esima edizione del festival che, dal prossimo 4 agosto fino al 4 settembre, propone 35 concerti in un ecosistema sonoro capace di connettere i parchi cittadini alle grandi capitali mondiali
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Musica, da Argerich a Sokolov: stelle del piano e giovani promesse al Bolzano Festival Bozen
di Silvia M.C. SenetteLa 22esima edizione del festival che, dal prossimo 4 agosto fino al 4 settembre, propone 35 concerti in un ecosistema sonoro capace di connettere i parchi cittadini alle grandi capitali mondiali
Bolzano conferma il titolo di Città creativa della Musica Unesco con la 22° edizione del «Bolzano Festival Bozen» che, dal prossimo 4 agosto fino al 4 settembre, propone 35 concerti in un ecosistema sonoro capace di connettere i parchi cittadini alle grandi capitali mondiali. Il sipario si alza il 4 agosto con l’ormai tradizionale opening al Parco delle Semirurali, nel quartiere popolare di Don Bosco. L’Orchestra Haydn, sotto la bacchetta di Alessandro Bonato, sceglie il grande repertorio operistico tra Verdi e Rossini per abbracciare un pubblico trasversale. Protagonista della serata sarà la pianista Mariangela Vacatello, impegnata nel celebre Secondo Concerto di Rachmaninoff.
Il programma
È l’inizio di un mese in cui i mostri sacri del pianismo internazionale faranno tappa in Auditorium: l’attesa è febbrile per il ritorno di Martha Argerich, in duo con Lilya Zilberstein il 25 agosto, ma anche per il tocco leggendario di Grigory Sokolov e l’esibizione del genio dell’improvvisazione Yifan Wu, trionfatore dell’ultima edizione del Premio Busoni, capace di scardinare gli schemi della partitura. «Il festival non è però solo una sfilata di star. La Fondazione Busoni-Mahler punta sul futuro e l’internazionalità bidirezionale», spiega Peter Paul Kainrath, direttore artistico della Fondazione che comprende il coordinamento del Bolzano Festival Bozen e la direzione artistica del Concorso pianistico internazionale. Se da un lato Bolzano accoglie le migliori orchestre giovanili d’Europa, la European Union Youth Orchestra e la Gustav Mahler Jugendorchester, dall’altro si proietta nel mondo: a novembre, il Glocal Piano Project vedrà lo svolgimento di dieci maratone pianistiche in contemporanea tra Tokyo, Seoul, Shanghai, New York e Vienna per selezionare i finalisti del Busoni 2027. Un’operazione globale che vivrà anche di una prestigiosa eredità discografica: la Alpha Records inciderà infatti i concerti live della Gustav Mahler Academy su strumenti originali del primo Novecento. «Siamo il festival senza prosecco», ha scherzato il direttore artistico sottolineando «un approccio che punta alla sostanza e al coinvolgimento delle nuove generazioni».
I ragazzi tra i 13 e i 16 anni
Come la collaborazione con Alphabeta Piccadilly: nella «English Week» di agosto, i ragazzi tra i 13 e i 16 anni potranno accedere al dietro le quinte del festival, intervistando professionisti e musicisti in inglese, scoprendo che la macchina della musica classica è fatta anche di logistica, tecnica e management. «Il festival “pullula” grazie a “Musica in cortile”, che porta i talenti del Conservatorio Monteverdi fuori dalle aule, e alla raffinata proposta di “Antiqua”, che sotto la guida di Claudio Astronio trasforma castelli e parrocchie barocche in spazi di risonanza per strumenti storici e partiture dimenticate - ricorda Kainrath -. Tra maratone globali, ospiti di primo piano e prezzi popolari, Bolzano si conferma un laboratorio dove l’alta qualità è una forma di contaminazione per tutti».
18 marzo 2026 ( modifica il 18 marzo 2026 | 13:32)
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