Ospitano (e intrappolano): gli hotel da romanzo
Immaginari o reali, gli alberghi sono il luogo perfetto per molte opere letterarie. Qui alcuni esempi
MERCOLEDì 18 MARZO 2026
Ospitano (e intrappolano): gli hotel da romanzo
Immaginari o reali, gli alberghi sono il luogo perfetto per molte opere letterarie. Qui alcuni esempi
di SIMONE INNOCENTILe formidabili donne del Grand Hotel (Nord, 2024) di Ruth Kvarnström-Jones è – in ordine di tempo – uno degli ultimi romanzi che si svolgono all’interno di un albergo. Un luogo – chiuso e aperto al tempo stesso – che in questo caso non soltanto è reale ma al quale la scrittrice si ispira per raccontare una storia realmente accaduta: è quella di Wilhelmina Skogh, che fu scelta nel 1901 a dirigere il Grand Hotel di Stoccolma, struttura che in quel momento non navigava in buone acque, soprattutto dopo imponenti lavori di ristrutturazione che ne avevano prosciugato le casse. Ma una struttura imprescindibile dato che ospitava il banchetto della Premiazione dei Nobel.
Tolti i classici romanzi che ruotano attorno agli edifici – c’è da citare almeno La vita istruzioni per l'uso (Bur, 2005) di Georges Perec, il romanzo che fu pubblicato per la prima volta in Francia nel 1978 ed è strutturato come un puzzle – gli scrittori hanno avuto sempre un rapporto quasi ossessivo con il concetto di hotel. Luoghi che ospitano ma che allo stesso tempo possono intrappolare. È il caso del Campione nazionale tedesco di un immaginario wargame da tavolo, Udo, che è il protagonista de Il Terzo Reich (Adelphi, 2011) di Roberto Bolaño: il giovane, poco più che ventenne, sta per iniziare le sue vacanze di due settimane con la fidanzata Inge presso l’Hôtel del Mar, la piccola pensione sulla Costa Brava, in Spagna. Una pensione che Udo conosce perché già dieci anni prima, negli anni Settanta, era stata la pensione scelta dalla sua famiglia. Lo scenario legato ai ricordi d’adolescenza spinge Udo a tenere un diario della vacanza: mare, sabbia e sesso sono trasferiti nel diario di uno psicotico dato che lo spazio dell’albergo «cattura» i villeggianti in una sorta di cerchio magico.
Atmosfere noir aleggiano invece in Residenza per signore sole (Marsilio, 2022) di Togawa Masako: la storia ruota attorno alla Residenza K, un palazzo di mattoni rossi che ospita donne nubili e che appare agli abitanti di Tokyo come una dimora tranquilla per signore per bene, ma che nasconde in realtà un passato sinistro. Il libro – vincitore dell’Edogawa Ranpo, il prestigioso riconoscimento giapponese per la letteratura gialla – incastra storie ed epoche nei claustrofobici corridoi di cinque piani, dove si aprono le 150 porte di altrettante stanze, occupate solo da donne di diversa età ed estrazione sociale.
E poi ci sono alberghi che contengono vite, ma anche la loro fine. «Incapace di cucinare un uovo né di stirare un vestito, Pavese atterrò al Roma, un hotel per viaggiatori, di fronte alla stazione, dove si aspettava un treno su letti di scalo, tra due coincidenze», si legge in Hotel Roma (Atlantide, 2025) di Pierre Adrian: è nella stanza 49 dell’Hotel Roma di Torino che il 27 agosto 1950 viene trovato il corpo senza vita di Cesare Pavese. Un libro, questo, che è un omaggio al grande scrittore torinese.
Senza un soldo a Parigi e a Londra (Mondadori, 2018) è invece il diario autobiografico di George Orwell: la prima parte è il resoconto della sua vita all'Hotel des Trois Moineaux, albergo di infimo ordine nel quale lo scrittore si rifugia dopo aver guadagnato qualche soldo col lavoro occasionale nelle cucine dei ristoranti, mentre la seconda parte è il diario di viaggio vissuto tra Londra e la sua periferia, con descrizioni di ostelli disponibili. Borgarfjaroasysla Grand Imperial Hotel è il nome dell’albergo, popolato da un sottobosco di personaggi ambigui, che si trova in Cose che accadono la notte (Adelphi, 2020) di Peter Cameron: è un luogo, anche questo, fondamentale per la storia dove i protagonisti sono un uomo e una donna che non hanno un nome. Il personaggio femminile ha una malattia fisica che la costringe a restare in camera mentre quello maschile, destinato ad ammalarsi mentalmente, resterà sempre in albergo. Nonostante la coppia sia partita da New York per adottare un bambino.
Nell'immagine: Edward Hopper (1882 – 1967), «Hotel Lobby» (1943; Indianapolis Museum of Art).
Su «la Lettura» #746, in edicola e in questa App, l'intervista di Marco Bruna all'autrice americana Maggie Stiefvater (Harrisonburg, Virginia, Stati Uniti, 1981), autrice di «Avalon Hotel» (traduzione di Chiara Spaziani, La nave di Teseo).
17 marzo 2026 ( modifica il 17 marzo 2026 | 19:52)
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