«Mio padre scelse Salò, ecco perché va capito»
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Caro Aldo,
cerco di rispondere a una domanda che lei pone spesso, riguardo ai rapporti di molti italiani con il fascismo.
Mio padre era del 1913. A nove anni, dopo la seconda elementare (avrebbe voluto studiare, era intelligentissimo) venne mandato «famiglio» presso una famiglia di possidenti, a lavorare come uno schiavo (veniva svegliato alle 4 ogni mattina, neve gelo pioggia) per pompare acqua, spazzare stalla, lavare porcilaia et similia. A 22 anni partì volontario per l’Etiopia, come finanziere («Non sapevo da che parte era l’Africa», mi avrà ripetuto almeno mille volte).
Dal fascismo riteneva di avere avuto tutto: istruzione, vitto e alloggio, divisa, dignità personale. Vedeva intorno a lui crescere città dal nulla, colonie marine, asili nido, ferrovie, imponenti opere pubbliche, ossia quello che il socialismo aveva promesso e che Mussolini, ex socialista infuocato, ai suoi occhi (seconda elementare!) sembrava mettere in pratica.
Ma come fanno tanti storici a non capire queste cose? Per non parlare degli incredibili successi sportivi e del mito aeronautico, in diretta filiazione dal futurismo... Purtroppo per lui, nel ‘43 scelse in buona fede Salò, ma fu una scelta coerente con quanto, individualmente, aveva vissuto. Forse, tra 500 anni, qualcuno potrà capirlo.
Ludovico Pagani
Caro Ludovico,
grazie per la sua lettera, molto bella e sincera, cui ho lasciato tutto lo spazio che meritava. Mi limito a risponderle che non mi sono mai permesso di giudicare le persone. Ognuna ha avuto il suo percorso, ognuna ha fatto la sua scelta. Anche mio nonno fu mandato garzone a dodici anni in casa d’altri. Resta il fatto che Mussolini soffocò la nascente democrazia italiana, eliminò — talora anche fisicamente — gli oppositori, impose le leggi razziali, si alleò con Hitler, portò il Paese in una guerra disastrosa che lo lasciò a pezzi. Per questo mi dispiace doverle rispondere che, nel rispetto della sua storia personale e della sua buona fede, la scelta di Salò che fece suo padre fu sbagliata.
17 marzo 2026
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