Turismo, i masi di Gallo Rosso e una montagna da vivere assieme a chi la abita per tutto l'anno
Corriere della Sera - Cultura

Turismo, i masi di Gallo Rosso e una montagna da vivere assieme a chi la abita per tutto l'anno

Martedì 17 marzo 2026
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I numeri dell'associazione che offre un'accoglienza diversa dalle strutture alberghiere: i controlli, i fiori, le opportunità. «Cibo genuino e la possibilità di concedersi del tempo

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Turismo, i masi di Gallo Rosso e una montagna da vivere assieme a chi la abita per tutto l'anno

di Antonino Padovese

I numeri dell'associazione che offre un'accoglienza diversa dalle strutture alberghiere: i controlli, i fiori, le opportunità. «Cibo genuino e la possibilità di concedersi del tempo

Foto PressWay

Nelle Alpi l’inverno sta cambiando e la neve non è più una certezza matematica. Le stagioni si accorciano e i costi di una settimana bianca crescono tra skipass e servizi anche perché le grandi località turistiche investono in tecnologia e ospitalità di fascia alta. Ma accanto al modello dell’hotel quattro o cinque stelle, in Alto Adige ha preso forma una proposta diversa, più silenziosa e vicina all’ambiente. È lo “Slow Winter” dei masi di Gallo Rosso, che prosegue per tutto il mese di marzo fino a Pasqua. «Il turista che ama di più la vacanza al maso è quello tedesco e italiano, che apprezza soprattutto la possibilità di mangiare sano e genuino, il contatto con la natura, la tranquillità e la possibilità di concedersi del tempo», spiega il responsabile marketing Hans Kienzl. Questa è una fotografia che racconta bene la direzione di questa formula di ospitalità rurale.

Il marchio

Il marchio “Gallo Rosso” è nato nel 1998 e fa parte del Südtiroler Bauernbund (l’Unione degli agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi) presieduto da Daniel Gasser. Oggi riunisce oggi 1.633 masi per circa 18 mila posti letto distribuiti in tutta la provincia di Bolzano. La parola chiave è “tempo”. In Val Pusteria, ad esempio, si può dormire in un maso e avere a pochi chilometri gli impianti di risalita di Plan de Corones, uno dei comprensori più moderni dell’arco alpino. Si può alternare la giornata sugli sci alla dimensione domestica del maso. Oppure scegliere lo sci di fondo lungo gli anelli perfettamente battuti della valle, con possibilità di noleggio attrezzatura nei centri specializzati, passeggiare tra i borghi storici, spingersi fino al Lago di Braies che in inverno ghiaccia e regala una cartolina diversa da quella estiva che conosciamo meglio.

Foto PressWay

Ai piedi di Plan de Corones, il centro benessere Cron4 di Riscone propone saune, piscine interne ed esterne, vasche fredde e ambienti umidi in stile nordico. E’ un’infrastruttura moderna che dialoga con la dimensione più raccolta dei masi, che hanno attivato con il centro anche una convenzione. Nei masi altoatesini le tariffe in questa stagione per un appartamento da due a quattro persone si collocano mediamente tra i 100 e i 150 euro a notte per unità abitativa, con variazioni legate al periodo e alla classificazione, che avviene non in stelle come negli hotel ma in fiori (anche qui da 1 a 5). I pacchetti di più notti possono aggirarsi tra i 240 e i 400 euro a persona. In un territorio dove l’hôtellerie di alto livello rappresenta un’eccellenza consolidata, il maso si posiziona su una fascia intermedia ma con un modello completamente diverso.

Hotel e masi

La differenza fra hotel e masi è strutturale: nei masi, infatti, l’attività agricola deve restare predominante. Per il proprietario, l’ospitalità integra il reddito ma non lo sostituisce. I controlli della Provincia autonoma verificano sostenibilità, qualità e coinvolgimento reale nella vita del maso. Sono poche unità abitative (da pochi anni è possibile avere cinque camere, altrimenti sarebbe stato quattro), gestione familiare, rapporto diretto con chi ospita. E poi c’è la colazione. Che non è un buffet impersonale e standardizzato ma un cestino o un carrello con latte fresco, yogurt, uova, marmellate fatte in casa, pane, sciroppi di fiori ed erbe, prodotti direttamente dal maso. Oppure il tavolo apparecchiato in una sala, dove l’ospite viene servito dal padrone o dalla padrona di casa. È in un certo senso la continuità tra stalla e tavola, tra lavoro agricolo e soggiorno.

Foto PressWay

A pochi minuti dal centro di San Lorenzo di Sebato, il Maso Oberbinder racconta bene questa filosofia. L’ospitalità è iniziata già nel 1977, in modo spontaneo. Nel 2005 la famiglia Hellweger ha fatto l’ingresso in “Gallo Rosso” e una ristrutturazione durata cinque mesi ha portato all’allestimento di quattro appartamenti; nel 2023 ne è stato aggiunto un quinto, su due livelli, con piccola spa privata. La gestione è familiare: lui segue una quindicina di vacche, capre, anatre, conigli e galline; lei cura l’accoglienza. La figlia lavora a Plan de Corones ma rientra ad aiutare quando serve. Il latte viene conferito alla cooperativa Mila, con controlli costanti sulla qualità, esattamente come accade, a mezz’ora di strada, per il maso Huberhof a Gais. Con gli impianti a pochi chilometri, le piste da fondo lungo la valle e il centro termale per chi cerca wellness, questa stagione che arriva a Pasqua intercetta una domanda che cresce: vivere in maniera profonda la montagna assieme a chi la abita tutto l’anno.

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17 marzo 2026 ( modifica il 17 marzo 2026 | 16:20)

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