Carramba che sorpresa
Carramba che sorpresa
di Massimo Gramellini | 17 marzo 2026I tuoi preferiti
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In altri tempi la notizia che Raffaella Carrà avesse un figlio adottivo segreto l’avrei cestinata nella memoria indifferenziata. Adesso mi trasmette quasi un non-so-che di speranza.
Raffaella è stata sotto i riflettori per mezzo secolo. Per mezzo secolo la sua vita è finita sotto la lente d’ingrandimento di cronisti, fotografi, fan adoranti e curiosi occasionali. Invece quell’icona televisiva di cui tutti credevano di conoscere tutto era riuscita a tenere nascosto un evento non proprio marginale.
L’algoritmo che ormai guida e sovrasta i destini umani si ciba di informazioni sul nostro conto. Sa cosa pensiamo, facciamo, vogliamo. E lo sa anche meglio di noi, tanto che ormai lo si interpella per chiedergli consigli di ogni tipo, persino amorosi.
Nulla è più lasciato all’oscuro, all’imprevisto o all’imprevedibile: quel pizzico di follia che è la particella di divinità presente in ogni persona e di cui Erasmo da Rotterdam tessé un elogio mai così attuale.
Mi piace pensare che molti di noi coltivino un giardino segreto in cui passeggiano soltanto loro. Un luogo intimo e misterioso da preservare gelosamente, affinché non finisca in pasto ai social e a ChatGPT, almeno finché saremo in vita. Ed è questa idea di non poter mai sapere davvero tutto sugli altri, e nemmeno su me stesso, che mi riempie di fiducia nel futuro.
Se quel che sappiamo diventa ogni giorno più incomprensibile, la soluzione non potrà che arrivare da qualcosa la cui esistenza ancora ignoriamo.
17 marzo 2026
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