La democrazia antidoto al male
Appena un essere umano si impossessa di un grande e illimitato potere, sembra che il male non riesca più a essere governato. La possibilità smisurata di decidere sulla vita degli altri appare proprio come l’evento che conduce al male
La democrazia antidoto al male
Dacia Maraini | 16 marzo 2026Appena un essere umano si impossessa di un grande e illimitato potere, sembra che il male non riesca più a essere governato. La possibilità smisurata di decidere sulla vita degli altri appare proprio come l’evento che conduce al male
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Due sere fa ho visto al teatro Argentina di Roma uno spettacolo affascinante in cui il regista Andrea Chiodi ha cercato di rendere attuale un testo lontanissimo nel tempo come Riccardo III di Shakespeare.
Il grande drammaturgo inglese mette in scena un uomo malefico, presuntuoso e crudele e mentre lo fa agire e parlare sembra chiedersi ma da dove nasce il male? Fa parte della natura umana o è un comportamento che ci viene instillato dal di fuori, da un demonio nemico di un Dio tutto amore e bontà? Eppure nella Bibbia questo Dio buono si vendica e uccide. Come conciliare il Dio buono col Dio vendicativo? Gli antichi hanno risolto la questione dichiarando che il Dio buono vince sempre ma c’è un continuo intervento del diavolo che cerca di piegare gli eventi verso il male. Ma allora ci si chiede: esiste un male riconosciuto? E come si rivela? Potrebbe consistere nel delitto dell’uomo contro l’uomo? No, perché in guerra si uccide e tante guerre sono state iniziate e condotte con la benedizione del cielo. Allora? C’è voluto la psicanalisi per dirci che il male sta dentro di noi. Solo una coscienza allenata alla responsabilità sociale e privata può riconoscerlo e controllarlo. Ma appena un essere umano si impossessa di un grande e illimitato potere, sembra che il male non riesca più a essere governato. La possibilità smisurata di decidere sulla vita degli altri appare proprio come l’evento che conduce al male. Per questo riteniamo che la divisione dei compiti che pretende la democrazia sia un forte antidoto al male perché distribuisce il potere e non lo consolida e raccoglie in una sola voce, un solo corpo, un unico e incondizionato potere.
Aggiungo che la parte di Riccardo III nello spettacolo che si avvale di dodici bravissimi attori, è recitato da una donna, Maria Paiato, una attrice straordinaria. All’inizio si rimane un poco sconcertati da una voce femminile che esce da un corpo esibito al maschile, ma dopo pochissimo ci si convince decisamente che siamo di fronte a un uomo dal cuore malato. E quella malattia la riconosciamo perché appartiene ad alcuni capi di Stato di oggi che in questo momento stanno usando il loro potere assoluto, proprio come fece Riccardo III, per incrudelire su tanti esseri umani seminando ferite, morte e desolazione.
16 marzo 2026
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