Macron? Detestatissimo, ma potremmo rimpiangerlo
Corriere della Sera - Cultura

Macron? Detestatissimo, ma potremmo rimpiangerlo

Lunedì 16 marzo 2026
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Raffaella Carrà, in una causa spunta un «figlio adottivo segreto»: «È Gian Luca Pelloni Bulzoni, il suo segretario. Ora è erede unico»

Macron? Detestatissimo, ma potremmo rimpiangerlo

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Cazzullo,
leggo che il Presidente francese Macron è arrivato in Bretagna, sprovvisto stavolta di occhiali da pilota da combattimento, su un jet Falcon scortato da quattro caccia Rafale, nelle base militare dell’Ile Longue a spiegare la nuova dottrina militare francese, davanti al sottomarino Temeraire, dotato di missili atomici. La sostanza del discorso può riassumersi nella frase «Aumenteremo le testate», e improvvisamente mi sono sentito catapultato nell’anno 1989, davanti a un ancora stabile Muro di Berlino. Una notizia davvero atomica.

Aldo Benedetti

Caro Benedetti,
la sua lettera mi ha riportato alla memoria l’estate del 1995. Jacques Chirac, appena eletto presidente, rilanciò la forza nucleare francese, annunciando test a Mururoa, in Polinesia. Fu criticatissimo, dalla sinistra francese e dagli ecologisti e pacifisti di tutto il mondo. E in effetti Chirac aveva commesso alcuni errori. Aveva sottovalutato l’impatto emotivo del cinquantenario di Hiroshima. Non aveva tenuto conto delle polemiche contro quel gesto di neocolonialismo che era sperimentare la bomba a casa d’altri: Mururoa è un territorio francese, ma è dall’altra parte del mondo rispetto alla madrepatria. Tuttavia ad appoggiare il presidente si levò la voce di un insospettabile: André Glucksmann, uno degli uomini più intelligenti che abbia mai conosciuto, padre di Raphael, attuale speranza della sinistra riformista. Glucksmann disse che Chirac faceva benissimo a mostrare i muscoli, così come De Gaulle aveva fatto bene a dotare la Francia di una force de frappe, di una forza d’urto che politicamente le avrebbe dato un vantaggio sui tedeschi, più forti economicamente, ma impossibilitati dopo il disastro della Seconda guerra mondiale a darsi un arsenale nucleare. Forse aveva davvero ragione De Gaulle, aveva davvero ragione Chirac, e potrebbe persino avere ragione oggi il vituperatissimo Macron. Sono ancora convinto che Bardella non riuscirà a diventare presidente; ma sono sempre più convinto che il detestatissimo Macron alla fine lo rimpiangeremo. Come italiani, e come europei.

16 marzo 2026

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