Famiglia nel bosco, ma perché il bene dei bambini conta così poco?
Corriere della Sera - Cultura

Famiglia nel bosco, ma perché il bene dei bambini conta così poco?

Lunedì 16 marzo 2026
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Famiglia nel bosco, ma perché il bene dei bambini conta così poco?

risponde  Luciano Fontana

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(sOLINAS)

Caro Direttore,
ormai diventa difficile comprendere la strategia di coloro che sono intervenuti in questa vicenda, in particolare il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, ma dove vogliono arrivare? Ma com’è possibile insistere a marginalizzare l’azione dei genitori? Sì, sono persone di cultura diversa, magari un po’ particolari, ma sono pur sempre i genitori che li hanno allevati e curati e che con loro hanno vissuto in quel bosco in modo felice e spensierato. Lo abbiamo visto tutti nei filmati trasmessi. Poi questo intervento dei servizi sociali con tutto quello che abbiamo visto in questi mesi. Un disastro. Penso che non sappiano più come rimediare ai danni provocati. C’è la soluzione. Ridate i bambini ai loro genitori e lasciateli in pace. Solo così si potranno rimarginare le ferite.,
ormai diventa difficile comprendere la strategia di coloro che sono intervenuti in questa vicenda, in particolare il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, ma dove vogliono arrivare? Ma com’è possibile insistere a marginalizzare l’azione dei genitori? Sì, sono persone di cultura diversa, magari un po’ particolari, ma sono pur sempre i genitori che li hanno allevati e curati e che con loro hanno vissuto in quel bosco in modo felice e spensierato. Lo abbiamo visto tutti nei filmati trasmessi. Poi questo intervento dei servizi sociali con tutto quello che abbiamo visto in questi mesi. Un disastro. Penso che non sappiano più come rimediare ai danni provocati. C’è la soluzione. Ridate i bambini ai loro genitori e lasciateli in pace. Solo così si potranno rimarginare le ferite.Luciano Giuliani

Caro Giuliani,
Devo dirle che sono strazianti le immagini dei bambini, viste ancora in questi ultimi giorni, che inseguono piangendo il papà dopo la visita alla casa-famiglia. Non è facile descrivere il tunnel in cui si sono infilati assistenti sociali e Tribunale quando hanno deciso un allontanamento forzato dei piccoli dalla famiglia e la revoca della patria potestà dei genitori. Non sono un esperto ma ho letto tutte le interviste e le prese di posizione di importanti psicologi: tutti parlano dei traumi che i bambini porteranno con loro per l’intera vita. Il loro bene, che dovrebbe essere la stella polare di ogni decisione, mi sembra che sia stato considerato poco. Ritengo che uno Stato consapevole delle sue responsabilità potesse certamente trovare altre soluzioni per convincere la famiglia a fare le vaccinazioni (tra l’altro abbiamo avuto un diffuso movimento No vax e non mi sembra che i protagonisti siano stati rinchiusi in una struttura protetta), assolvere all’obbligo scolastico, sistemare la casa per renderla adatta ai bimbi. Si è preferita invece una decisione drastica, che in qualche modo voleva anche «raddrizzare» lo stile di vita di papà e mamma. Senza una valutazione affidata a un team di esperti (come prevede la proposta di legge appena presentata alla Camera) che avesse al centro soltanto l’interesse dei minori. Ora papà Nathan ha deciso di accettare molte delle condizioni imposte per poter riavere i bambini: dobbiamo solo sperare che tutto si risolva presto perché quello che è accaduto e il lungo tempo passato sono inaccettabili.

16 marzo 2026 ( modifica il 16 marzo 2026 | 00:16)

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