Bolzano alla Biennale di Venezia: il team tutto femminile dell'associazione «Lungomare»
L'associazione bolzanina curerà gli eventi del Padiglione Italia. Il team sarà guidato da Cecilia Canziani e dall’artista Chiara Camoni
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Bolzano alla Biennale di Venezia: il team tutto femminile dell'associazione «Lungomare»
di Silvia M.C.SenetteL'associazione bolzanina curerà gli eventi del Padiglione Italia. Il team sarà guidato da Cecilia Canziani e dall’artista Chiara Camoni
Dalla sede nella stazione a valle della funivia di San Genesio ai canali di Venezia per firmare il programma pubblico della Biennale Artee un catalogo edito da Nero: un manifesto politico e poetico. Per Angelika Burtscher e Daniele Lupo, fondatori della piattaforma bolzanina Lungomare (nelle foto in alto), l’incarico alla 61esima Biennale d’Arte di Venezia è l’evoluzione naturale di vent’anni di «battaglie» culturali in un territorio di frontiera come l’Alto Adige. Con un team tutto femminile guidato dalla curatrice Cecilia Canziani e dall’artista Chiara Camoni, animeranno il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia dal 9 maggio al 22 novembre.
Il progetto
Il progetto, intitolato «Con te con tutto», è stato presentato ufficialmente al Ministero della Cultura a Roma svelando una visione che mette al centro l’ecologia, la cura e la pluralità delle voci. «Siamo responsabili del programma pubblico che accompagnerà l’intera mostra, disegnando l’identità visiva del Padiglione Italia e il progetto editoriale - spiega Angelika Burtscher -. Il nostro coinvolgimento è ibrido, unisce la curatela al progetto grafico. Per la prima volta, inoltre, il Padiglione Italia avrà un’accessibilità specifica: guide audio, video per ipovedenti e test tattili. È un’attenzione all’inclusione che non era mai stata così sistematica, un modo per dare valore a una ricerca non solo visiva, ma multisensoriale». Tutto nasce da una solida amicizia intellettuale. «Con Cecilia Canziani cresciamo da vent’anni - aggiunge Daniele Lupo -. Quando ha deciso di proporre questa “follia”, ha subito pensato a noi per gestire i diversi formati. Il Padiglione rispecchia questa idea collaborativa: le sculture di Chiara Camoni nascono spesso dall’atto collettivo del plasmare. È un lavorare a tante mani e tante menti: l’amicizia è connessa a valori profondi su come vogliamo vedere il mondo e su come possiamo essere più attenti alle relazioni sociali e all’ambiente che ci circonda».
Materiali riciclati e architetture domestiche
Il Padiglione Italia si svilupperà tra «un bosco silenzioso» di figure in ceramica, divinità minori che interrogano il presente e un mondo in piena luce fatto di materiali riciclati e architetture domestiche, che ospiterà dialoghi con opere di artisti come Fausto Melotti e Marisa Merz e un progetto cinematografico della regista Alice Rohrwacher. In questo scenario, Lungomare porterà la sua metodologia di «attivazione del luogo». «Il nostro carattere è la ricerca e il coinvolgimento del territorio - sottolinea Burtscher -. A Bolzano lavoriamo con attivisti e ricercatori, a Venezia faremo lo stesso. Il programma pubblico avrà come filo conduttore il tema “stare con la voce”. La voce come gesto, ritmo e relazione, ma anche come postura di dissenso. Coinvolgeremo realtà locali veneziane, come i cori dei circoli Arci e istituti come il Niche - Center for Environmental Humanities con cui collaboriamo da anni».
La partecipazione della Russia alla Biennale
Sulle polemiche relative alla partecipazione della Russia alla Biennale, Angelika Burtscher rispolvera il tema della libertà: «L’arte è sempre un gesto politico, ogni nostra azione culturale è connessa a ciò che succede nel presente. Sebbene l’arte non debba essere ridotta a una nazione o a una bandiera, a Venezia la rappresentazione è nazionale per statuto. L’arte deve essere inclusiva, certo, ma mi chiedo quanto possa essere libera la voce di un padiglione di una nazione che ha invaso un altro Paese e porta avanti una guerra da anni. L’arte deve avere le condizioni per esprimersi liberamente e non so se, nel caso della Russia, questo sia possibile oggi». Venezia chiama, Bolzano risponde con una visione fluida: il Padiglione Italia 2026 non sarà solo contenitore di opere, ma uno spazio da abitare. «Quello che ci ha mossi fin dal principio - ricorda Lupo - era il desiderio di avere uno spazio libero per instaurare dialoghi con realtà diverse e mettere in discussione lo status quo. Lungomare è un luogo che ci chiede di provocare, pensiamo che le cose debbano essere possibili in modo diverso. Essere al confine tra due mondi ci permette di zoomare fuori per vedere connessioni che altrove non sono visibili». Conclude Burtscher: «Il titolo Con te con tutto è un messaggio di incontro, un invito ad aprire gli occhi non solo sul prossimo umano, ma su tutto l’ambiente, natura, animali, trasformazioni urbanistiche. Speriamo di creare condivisione e sensibilità. Da amicizie e relazioni nascono nuovi progetti e visioni per vivere un presente diverso, più sensibile al mondo che ci aspetta».
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15 marzo 2026 ( modifica il 15 marzo 2026 | 17:36)
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