Il Corriere dei Piccoli e Paola Lombroso, storia della donna che creò il giornale dei bambini nonostante maschilismo e censura (ma non lo poté dirigere)
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Il Corriere dei Piccoli e Paola Lombroso, storia della donna che creò il giornale dei bambini nonostante maschilismo e censura (ma non lo poté dirigere)

Domenica 15 marzo 2026
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Figlia di Cesare , amica di Kuliscioff e Turati, sua l'idea di un «supplemento illustrato» al Corriere di Luigi Albertini uscito poi dal 1908 al 1995. Non fu la prima direttrice di un giornale perché «le famiglie non avrebbero capito»

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Il Corriere dei Piccoli e Paola Lombroso, storia della donna che creò il giornale dei bambini nonostante maschilismo e censura (ma non lo poté dirigere)

di Rosalba Graglia

Figlia di Cesare , amica di Kuliscioff e Turati, sua l'idea di un «supplemento illustrato» al Corriere di Luigi Albertini uscito poi dal 1908 al 1995. Non fu la prima direttrice di un giornale perché «le famiglie non avrebbero capito»

Nell’anno in cui il Corriere festeggia 150 anni, vale la pena ricordare anche un altro Corriere, quello dei Piccoli e una storia al femminile.
E la storia di Paola Lombroso Carrara, figlia di Cesare Lombroso, e moglie – giovanissima, a 18 anni- del medico legale Mario Carrara, allievo di suo padre, uno dei pochi docenti universitari a rifiutarsi di giurare fedeltà al fascismo. Una donna forte, determinata, capace di portare avanti il suo impegno «dalla parte dei bambini» in un mondo al maschile. 

Chi era Paola Lombroso

Prima di cinque fratelli, Paola nasce a Pavia il 14 marzo del 1871, ma vive e cresce a Torino, dove la famiglia si trasferisce nel 1876, quando Lombroso vince il concorso per la cattedra di medicina legale e igiene pubblica nell' Università torinese. Spirito ribelle fin da ragazzina, studi classici seguiti a fasi alterne, niente università, Paola Lombroso conosce Anna Kuliscioff e le idee socialiste la affascinano. Comincia a scrivere per l’Avanti! e a sostenere i diritti delle classi sociali più umili e dei bambini, per invogliarli alla lettura secondo il principio di «educare divertendo». Così nasce l’idea di un giornale per i più piccoli, versione junior di un grande quotidiano nazionale.

Il «Corriere» di Albertini e il «Corriere dei piccoli»

Il Corriere della Sera dell’epoca era diretto da Luigi Albertini, che si dimostra subito interessato al progetto. Paola Lombroso comincia a studiare esperienze simili, inglesi e francesi, intuisce l’importanza del fumetto, pensa a concorsi, giochi, rubriche. Il 27 dicembre 1908 esce il primo numero del Corriere dei Piccoli, «supplemento illustrato del Corriere della Sera». Proprio come lo aveva pensato Paola Lombroso. Ma non è lei a dirigerlo, bensì un uomo, Silvio Spaventa Filippi, con il supporto di Alberto Albertini, fratello di Luigi. Alla fine si è preferito un collaboratore interno e maschio: «Mai è stata finora affidata a una donna la responsabilità di un giornale sia pure per ragazzi…le famiglie non capirebbero e non gradirebbero».

Mai una donna direttore

Interviene addirittura il leader dei socialisti Filippo Turati a sostenere i diritti di Paola Lombroso, ma alla fine le consiglia di accettare la proposta che le viene fatta: curare una rubrica di posta, da firmare con lo pseudonimo di Zia Mariù. Paola Lombroso/ Zia Mariù scrive alcuni racconti e vara l’idea delle «Bibliotechine rurali» per promuovere la lettura e raccogliere fondi per famiglie e scuole disagiate. La sua rubrica di posta viene giudicata troppo indipendente e a volte è oggetto di censure preventive. A una lettrice che non ha ricevuto risposta, scrive: «Io non salto mai la Corrispondenza, ma ci sono i Minosse, i censori russi al Corriere dei Piccoli che cestinano la Zia Mariù.. Arrivederci se il signor Minosse lo permetterà la settimana prossima». La collaborazione è ormai difficile e Paola Lombroso si dimette: «tolgo il disturbo». Continuerà le sue attività culturali e le «Bibliotechine», interrotte durante il Fascismo e la guerra, quando lei, ebrea, si rifugia in Svizzera.

Una vita per i bambini

Rientra a Torino dopo la Liberazione a continuare il suo impegno per l’infanzia per tutta la vita (muore a Torino il 23 gennaio 1954 ed è sepolta al Cimitero Monumentale accanto al padre e al marito), con altre iniziative tra cui l’istituto di beneficenza Casa del Sole. Già nel 1915 Paola Lombroso aveva allestito sulla collina torinese, a Villa Perroncito a Cavoretto, un asilo-ricovero per ospitare i figli dei richiamati alla guerra senza altri parenti. Inizialmente 35 bambini, nel giro di due anni il numero sale a 362, e a 600 alla fine della guerra. Da questa esperienza nasce la Casa del Sole, un istituto con lo scopo di accogliere i figli sani di malati di tubercolosi, per sottrarli al pericolo del contagio e agli ambienti di miseria e trascuratezza in cui vivono, poi diventata scuola per l'infanzia. L'attività delle bibliotechine continuerà dal 1950 anche attraverso la costituzione di un Centro di studi per la letteratura infantile, in collaborazione con Ada Marchesini Gobetti, la vedova di Piero Gobetti. Al Musli, Museo della Scuola e del Libro dell’Infanzia a Palazzo Barolo sono conservati disegni originali, cliché di stampa, cartoline, documenti raccolte del «Bollettino delle bibliotechine rurali» , registri, quaderni, schede, fotografie e ricordi, fra cui un prezioso album con le lettere di ringraziamento delle scuole che beneficiarono delle prime 1000 bibliotechine e altri materiali del fondo archivistico (in gran parte digitalizzato) Paola Lombroso Carrara, che ha una sala intitolata al Museo e una targa a ricordarla. Il Corriere dei Piccoli, che lei aveva progettato, con diversi adeguamenti ai tempi, ha continuato ad uscire dal 1908 fino al 1995.

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