Il sorteggio era di casa anche ad Atene
Corriere della Sera - Cultura

Il sorteggio era di casa anche ad Atene

Sabato 14 marzo 2026
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Nelle pagine di Erodoto dove per la prima volta si distinguono le forme di governo guardando a chi detiene il potere, caratteristica del governo del popolo è che «le cariche sono estratte a sorte».

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Il sorteggio era di casa anche ad Atene

Alberto Mingardi | 14 marzo 2026

Nelle pagine di Erodoto dove per la prima volta si distinguono le forme di governo guardando a chi detiene il potere, caratteristica del governo del popolo è che «le cariche sono estratte a sorte».

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À la guerre comme à la guerre. In campagna elettorale si dice di tutto. Persino che il sorteggio, al quale la riforma Nordio affida la scelta dei componenti dei CSM, sia antidemocratico. L’estrazione a sorte può non piacere, ma antidemocratica non lo è di sicuro. In quelle pagine di Erodoto dove per la prima volta si distinguono le forme di governo guardando a chi detiene il potere (uno, pochi, molti), caratteristica del governo del popolo è appunto che «le cariche sono estratte a sorte». Il sorteggio era di casa ad Atene, città simbolo anche per i democratici moderni.

Si è a lungo pensato che estrarre a sorte fosse un modo di far scegliere agli dèi. Non è però così chiaro che fosse un metodo più antico dell’elezione. Semmai era considerato più democratico. Gli aristocratici preferivano i meccanismi di scelta che potevano influenzare, mettendo sul piatto denaro, prestigio, nobili antenati. L’estrazione è quanto di più egualitario, ma uno storico importante come Mogens Herman Hansen ha sostenuto che la sua fortuna avesse un’altra ragione. La combinazione di rotazione delle cariche e sorteggio di chi le ricopriva sembrava il modo migliore per ridurre la corruzione e per evitare gli effetti più deteriori delle «fazioni»: gruppi organizzati che potevano volgere a proprio vantaggio le cariche ricoperte dai loro membri. Suona familiare?

Nel mondo moderno le comunità politiche sono più vaste e popolose. Per questo è così importante il concetto di rappresentanza: l’indicazione di altri che decideranno per noi. Ma uno Stato non è solo il suo Parlamento. Esistono ruoli, funzioni, corpi, amministrazioni diverse. Nelle assemblee è bene che si formino delle «fazioni», che corrispondono a sentimenti e idee di tutto il corpo sociale. Ma vale per tutto lo Stato? Dove e quando si desidera ridurre la tendenza dei gruppi organizzati ad appropriarsi di pezzi della cosa pubblica, il sorteggio è un farmaco appropriato. È nel prontuario della democrazia da 2500 anni

14 marzo 2026

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