La Puglia apre i suoi tesori «laterali». I 48 magnifici luoghi delle Giornate Fai
In programma il 21 e 22 marzo. Tra i luoghi simbolo spiccano l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce, capolavoro del romanico immerso nella quiete rurale; la chiesa medievale di Santa Margherita a Bisceglie, celebre per il ciclo di affreschi trecenteschi
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La Puglia apre i suoi tesori «laterali». I 48 magnifici luoghi delle Giornate Fai
di Giuseppe Di BisceglieIn programma il 21 e 22 marzo. Tra i luoghi simbolo spiccano l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce, capolavoro del romanico immerso nella quiete rurale; la chiesa medievale di Santa Margherita a Bisceglie, celebre per il ciclo di affreschi trecenteschi
Sono quarantotto i luoghi che la Puglia aprirà eccezionalmente al pubblico in occasione della 34esima edizione delle Giornate Fai di Primavera, in programma il 21 e 22 marzo prossimi.
Un numero che racconta, meglio di qualsiasi slogan, la densità culturale di una regione che continua a custodire tesori diffusi, spesso lontani dai circuiti turistici più battuti.
L’iniziativa, promossa dal Fai – Fondo per l’ambiente italiano – si inserisce nel grande mosaico nazionale che quest’anno conta 780 aperture in circa 400 città italiane, confermandosi come il più importante evento di partecipazione dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del Paese. Ieri la comunicazione ufficiale sulle iniziative in Puglia. Qui l’edizione 2026 propone un itinerario che attraversa secoli di storia e una sorprendente varietà di paesaggi: dai centri storici alle campagne, dai complessi monumentali ai siti meno noti, con l’obiettivo di restituire al pubblico la ricchezza di un territorio stratificato.
Tra i luoghi simbolo spiccano l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce, capolavoro del romanico immerso nella quiete rurale; la chiesa medievale di Santa Margherita a Bisceglie, celebre per il ciclo di affreschi trecenteschi; il teatro Margherita di Bari, icona liberty affacciata sul mare e oggi spazio culturale di riferimento. Accanto ai siti più celebri, il programma include aperture in borghi, masserie, architetture civili e religiose spesso poco conosciute, ma capaci di raccontare storie minori e identità locali. È proprio questa attenzione ai luoghi «laterali» a rappresentare uno dei tratti distintivi delle Giornate Fai: un invito a esplorare ciò che solitamente resta ai margini, restituendo centralità a comunità e territori che custodiscono memorie preziose.
Le visite saranno a contributo libero e costituiranno un’importante occasione di raccolta fondi per sostenere le attività del Fondo, impegnato da decenni nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Un impegno reso possibile grazie al lavoro dei volontari, delle delegazioni territoriali, delle istituzioni e dei proprietari che scelgono di aprire i propri beni al pubblico. Fondamentale anche il supporto operativo della Protezione civile e della Croce rossa, che garantiranno assistenza e sicurezza durante le giornate.
Dal 1993 a oggi, milioni di cittadini hanno partecipato alle Giornate Fai di Primavera, contribuendo a diffondere una cultura della cura e della responsabilità verso il patrimonio comune.
L’edizione 2026 conferma questa vocazione: un grande rito collettivo che unisce scoperta, conoscenza e partecipazione, trasformando la visita a un luogo in un gesto di consapevolezza civica e di appartenenza al territorio.
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14 marzo 2026
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