Gilberto Gil in una canzone
Corriere della Sera - Cultura

Gilberto Gil in una canzone

Venerdì 13 marzo 2026
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 Storia di «Aquele Abraço» composta dal cantautore brasiliano nel 1969, prima dall'esilio forzato dal suo Paese. Un samba che, nonostante il tema, trasmette gioia e diventa un inno nel tempo alla libertà

SABATO 14 MARZO 2026

Gilberto Gil in una canzone

 Storia di «Aquele Abraço» composta dal cantautore brasiliano nel 1969, prima dall'esilio forzato dal suo Paese. Un samba che, nonostante il tema, trasmette gioia e diventa un inno nel tempo alla libertà

di Helmut Failoni

Gilberto Gil durante un concerto in uno scatto di Douglas Fischer 

Si può identificare un cantautore con una sola canzone? Ovviamente no. Se poi l’artista in questione è Gilberto Gil (1942), che di canzoni ne ha scritte a centinaia, diventa ancora più difficile. Ciò nonostante vogliamo provare comunque a raccontare la storia della sua Aquele abraço, non perché sia uno dei suoi maggiori successi e nemmeno perché l’hanno reinterpretata in tanti, ma perché ha una storia particolarissima. Per capire meglio il brano, facciamo prima un piccolo passo indietro rispetto all’anno di composizione, che è il 1969.
L’anno precedente la Philips pubblica il disco Tropicália: ou Panis et Circencis: dodici tracce per la durata complessiva di 38 minuti e 38 secondi. Al disco parteciparono diversi musicisti legati al Tropicalismo, un movimento innovatore, creativamente rivoluzionario, nato in Brasile e che – parlando di musica almeno, detta molto sbrigativamente – voleva fondere tutti i generi nel nome dell’arte. Al disco presero parte Gilberto Gil e l’amico e coetaneo Caetano Veloso. Furono, loro, due fra i fondatori principali fondatori del Tropicalismo. Erano già noti. Il primo concerto di Gil risale al 1964, anno in cui la dittatura militare prende il sopravvento nel suo Paese. Facile immaginare come la libertà creativa e l'anarchica culturale fossero molto poco gradite ai militari.

La mattina del 27 dicembre 1968 Gilberto Gil e Caetano Veloso vengono arrestati nei loro appartamenti nel centro di San Paolo, trasportati dagli ufficiali della Seconda armata a Rio de Janeiro e inviati nella caserma di Deodoro, dove vengono rinchiusi con altre persone. Le cronache dell’epoca ricordano che in cella con Gil c’erano anche i giornalisti Antonio Callado (1917-1997) e Paulo Francis (1930-1997) e il poeta Ferreira Gullar (1930-2016). Erano passate due settimane dall’inizio dell’incarcerazione di artisti, intellettuali e persone scomode, che iniziò il 13 dicembre con l'Atto Istituzionale n. 5 (AI-5).
Nel gennaio del 1969 i due musicisti vengono trasferiti in un’altra caserma. Gil è il più fortunato: solo a lui viene concessa la possibilità di avere in cella una chitarra. I soldati lo salutavano con la frase Aquele abraço (letteralmente: quell’abbraccio), in realtà ripetendo uno slogan dell’allora popolare comico Lilico. Gil rimaneva però sempre perplesso: non capiva il senso di quell’abbraccio. Non conosceva il comico. Non guardava la televisione. Ma gli piaceva la frase. Aveva un bel suono. Gil e Veloso vengono rilasciati poco dopo la festa del Carnevale di Rio e trasferiti a Salvador dove trascorsero diversi mesi agli arresti domiciliari, per poi andare in esilio a Londra.

Poco prima della partenza dal suo Paese, Gil andò a trovare Mariah Costa, la madre di Gal. Fu proprio lì, ha raccontato diverse volte il cantautore, che iniziò a comporre Aquele Abraço. Fu il suo modo di dire addio (non fu  definitivo, ma lui non poteva saperlo) al suo Brasile, alla sua città, alle sue origini. In aereo verso Salvador ha scritto i primi versi e lo ha fatto – anche questo lo ha ricordato in più occasioni – su un tovagliolo di carta. La musica ce l’aveva in testa. «È una melodia molto semplice, quasi un blues. Non avendo uno strumento, ho dovuto ricorrere a una struttura facile da ricordare. Quando sono arrivato a Bahia, ho semplicemente preso la chitarra e ho iniziato a suonare».

Per raccogliere i soldi che servivano per il biglietto aereo verso Londra e per partire non proprio con le tasche vuote, Gil e Veloso ottennero il permesso speciale di poter fare un concerto. Il 20 e 21 luglio 1969, al Teatro Castro Alves di Salvador de Bahia, portarono in scena lo spettacolo Barra 69. Lì in quei due giorni Aquele Abraço fu eseguita per la prima volta. 

Nell'immagine: Gilberto Gil durante un concerto in una foto di Douglas Fischer.

 Su la «Lettura» #746 da oggi in anteprima nell'App e da domani in edicola, l'intervista di Helmut Failoni a Gilberto Gil, che sarà in concerto a Roma (il 6 aprile), a Milano (l'8) e a Umbria Jazz (il 10 luglio). 

13 marzo 2026 ( modifica il 13 marzo 2026 | 18:52)

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