Il film della settimana, «Il bene comune»: la recensione e dove vederlo a Firenze
La quinta prova da regista di Rocco Papaleo è una commedia malinconica tra eleganza e ironia
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Il film della settimana, «Il bene comune»: la recensione e dove vederlo a Firenze
di Marco LuceriLa quinta prova da regista di Rocco Papaleo è una commedia malinconica tra eleganza e ironia
Il cinema di Rocco Papaleo (siamo ormai al quinto film da regista) è sempre una piacevole sorpresa, perché attraverso storie «minime»» si muove con eleganza e ironia intorno a temi cruciali della contemporaneità.
Protagonista de «Il bene comune» è Biagio (lo stesso Papaleo), una guida che accetta l’inconsueto incarico di accompagnare quattro detenute in una gita-premio nel Parco Nazionale del Pollino. Sono la bella e spregiudicata Samanta (Claudia Pandolfi), l’italo-norvegese Gudrun (Teresa Saponangelo), l’ex promessa della musica indipendente Fiammetta (Livia Ferri) e Anny (Rosanna Sparapano), una brillante hacker. Con loro c’è anche Raffaella (Vanessa Scalera) un’attrice in crisi, in cerca di una nuova occasione.
Quella che dovrebbe essere una semplice uscita nella natura si trasforma ben presto in un viaggio molto più profondo: meta simbolica del cammino è il maestoso Pino Loricato, albero secolare che domina il massiccio del Pollino, per raggiungere il quale tutti i personaggi saranno chiamati a compiere un cammino faticoso, soprattutto attraverso i sentieri delle loro vite irrisolte.
Il film è una sorta di commedia malinconica, che colpisce non tanto per ciò che accade — la trama procede con una linearità quasi dimessa — quanto per il modo in cui la narrazione insiste su una domanda semplice e tuttavia scomoda: che cosa significa davvero agire per il bene di tutti? Il quesito acquista sempre più valore perché a porselo sono individui che oscillano in continuazione tra responsabilità e convenienza, ed è proprio in questa ambiguità morale che la regia trova il suo spazio più interessante: le immagini spesso indugiano sui silenzi, sui momenti in cui il conflitto non è ancora esploso, ma viene in qualche modo anticipato nel non detto dei dialoghi.
C’è, in questo senso, una qualità quasi documentaria nella messa in scena, perché Papaleo sembra osservare i suoi personaggi con una distanza attenta, quasi etica. Quest’opera di sottrazione fa sì che il film mostri una serie di drammi quasi invisibili, suggerendo come il bene comune, più che un gesto eroico, sia una fatica quotidiana fatta di compromessi e rinunce, e come la dimensione etica della convivenza non sia qualcosa di astratto, ma passi sempre attraverso le fragili scelte degli individui.
Regia: Rocco Papaleo; Interpreti: Rocco Papaleo, Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto; Sceneggiatura: Rocco Papaleo, Valter Lupo; Fotografia: Diego Indraccolo; Montaggio: Mirko Platania; Scenografia: Sonia Peng; Distribuzione: PiperFilm. Italia, 2026.
A Firenze è in queste sale: Adriano, Portico, Principe, Uci.
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13 marzo 2026
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