Marlene Kuntz e Il Vile: al New Age di Roncade la festa (mai mesta) per i trent'anni dell'album
Cristiano Godano e i MK celebrano l'lp che li ha consacrati tra le migliori band del rock alternativo italiano nel piccolo tempio della musica trevigiana: armoniche distorsioni, poesia tra luci e ombre e la gioiosa rabbia del pogo
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Marlene Kuntz e Il Vile: al New Age di Roncade la festa (mai mesta) per i trent'anni dell'album
di Renato PivaCristiano Godano e i MK celebrano l'lp che li ha consacrati tra le migliori band del rock alternativo italiano nel piccolo tempio della musica trevigiana: armoniche distorsioni, poesia tra luci e ombre e la gioiosa rabbia del pogo
Cristiano Godano, voce dei Marlene Kuntz, al New Age di Roncade
Trent'anni prima. Palchi dentro scatole scure, ai soffitti gelatine rosse/blu e qualche luce strobo. Sul palco, versi urlati e brani che sono uno sbranare - il pubblico, l'arte della musica, la vita, in fondo se stessi - in cerca di equilibrio dentro il «noise» incurvato, spiralidoso e aggressivo di chitarre rock che più rock (forse) non si può. Sotto il palco, ragazzi e ragazze dentro magliette scure ma non necessariamente, qualche maglioncino, il jeans dei giubbetti che, talvolta, diventa pelle. Infine, di rigore, lo sfogo del pogo...
Il Vile: trent'anni da celebrare
Trent'anni dopo, ovvero ieri sera, giovedì 12 marzo. La scatola nera è quella del New Age di Roncade (il Divino, se c'è, continui a conservare queste oasi di musica vera, unico aggettivo possibile oltre che utile), le gelatine sono diventate led e, sotto al palco, gli studenti/lavoratori di ogni genere sono diventati uomini e donne, di ogni genere o quasi, mischiati a qualche volto più giovane. Sul palco, ritorno al futuro del 1996, Cristiano Godano e i Marlene Kuntz, in un concerto che riscopre le origini (una delle origini) della loro storia, nata nel Cuneese sul finire degli anni Ottanta: la prima parte della scaletta del live che i MK stanno portando in tour è interamente decicata al trentennale dell'album Il Vile, il loro secondo, dopo il già mitico Catartica del '94.
Il live al New Age di Roncade
Si parte con 3 di 3 («Non dare retta a te, mettiti fretta che c'è da cominciare... Ti suona bene? Ti suona regolare? Supersexysex al cubo, come va? Tre animali così volgari e neppure pari...»). Poi, al «Congratulazioni! Probabilmente io meritavo di più» di Retrattile, torna anche lui, il pogo sotto al palco: festoso, energico e divertito. Dentro una foschia di corpi stretti che fa dimenticare l'inverno, Godano lancia L'agguato, poi Cenere («Guarda che ballo. Mi trovi bello? Vorrei leccare quello che piace a te... Tigre di carta, io sarò fuoco. Se scaglierai quel dardo contro di me. Io sarò cenere su cenere...»). Cristiano urla, suda e trasuda ispirazione. È il destino di cantattore: viso e magrezza incarnano la poesia cui ha voluto dedicare l'esistenza. È un fatto, il suo pubblico glielo riconosce e altrettanto farebbe un onesto spettatore capitato per caso dalle parti dei Marlene, questi come quelli dei ruggenti anni Novanta. «Tante grazie», rivolge Godano ai «soliti» mille del New Age. La scaletta continua, come il pogo, che si accende, a tratti. Come stavamo ieri, Overflash, Ape Regina, L'esangue Deborah, fino al capolavoro di ispirazione incastonato nei versi di Ti giro intorno: «Come i fiori al campo danno voluttà. E non puoi contarne intero il numero. Così saziami con generosità. Tu sei la gioia, e smaglio attratto e cereo... Bastano i prodigi che tu sei. Contano i sapori che mi dai. Io ti giro intorno e ingoio fremiti. Io ti giro intorno senza limiti...».
I MK durante il live al New Age
Se la festa non è mesta
La celebrazione del trentennale si chiude, giustamente, con Il Vile, per ripartire con i «fragori nella mente» di Sonica: «Lampi, tuoni e saette, schianti di latte. Fragori e albori di guerre universali. Scontri letali...»: un manifesto, per chi ama il genere e la specie. C'è spazio, tra le altre, per Nuotando nell'aria e Cara è la fine, fino alla scelta di chiudere la partita con l'immancabile Festa mesta: «Complimenti per la festa! Una festa del cazzo. Sei così cara e inutile mia dolce creatura immobile...». E ancora, per non dimenticare: «È tutta rigidità, è tutta rigidità, se metto F sai, sì che lo sai, che cosa fa?». I Marlene salutano con un doppio bis: Infinità e le pietre dure di Lieve: «Meglio del perdersi in fondo all'immobile. Meglio del sentirsi forti nel labile...». Meglio ancora, per chi vorrà e potrà, rivederci presto. La tournée dei MK fa tappa a Bologna, giovedì 19, e a Roma, il giorno dopo, per tornare in Veneto, all'Hall di Padova, il 25 marzo.
«MK suona Il Vile»: la scaletta
- 3 di 3
- Retrattile
- L’agguato
- Cenere
- Come stavamo ieri
- Overflash
- Ape Regina
- L’esangue Deborah
- Ti giro intorno
- E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare
- Il vile
- Sonica
- Nuotando nell'aria
- La mia promessa
- Cara è la fine
- Festa mesta
- Infinità
- Lieve
Il concerto e il pubblico del New Age
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13 marzo 2026
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