Una donna contro la guerra, Lella Costa porta Lisistrata e lo sciopero del sesso a teatro: «Un'eroina che incarna la fermezza»
Corriere della Sera - Cultura

Una donna contro la guerra, Lella Costa porta Lisistrata e lo sciopero del sesso a teatro: «Un'eroina che incarna la fermezza»

Giovedì 12 marzo 2026
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La commedia di Aristofane è al Cristallo il 17 marzo, nell’ambito della rassegna «In Scena»

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Una donna contro la guerra, Lella Costa porta Lisistrata e lo sciopero del sesso a teatro: «Un'eroina che incarna la fermezza»

di Silvia M. C. Senette

La commedia di Aristofane è al Cristallo il 17 marzo, nell’ambito della rassegna «In Scena»

C’è un paradosso antico di oltre duemila anni che oggi, in un mondo nuovamente lacerato da conflitti, risuona con una lucidità disarmante. È quello di Lisistrata, «la donna che scioglie gli eserciti», l’eroina di Aristofane che martedì prossimo alle 20.30 salirà sul palco del Teatro Cristallo di Bolzano. A darle corpo e voce è Lella Costa, signora del teatro italiano diretta dalla mano ferma e creativa di Serena Sinigaglia. Lo spettacolo, inserito nella rassegna «In Scena» in collaborazione con il Teatro Stabile, ha già registrato il tutto esaurito; segno di un’attesa vibrante per un testo che, pur essendo un classico del 411 a.C., parla la lingua dell’urgenza contemporanea.

«Lisistrata non è una semplice figura comica, ma un’eroina che nasce da un dolore profondo, quello della guerra che divide le famiglie e consuma la speranza», spiega Costa. Di fronte a un’Atene svuotata di uomini, impegnati ad annientarsi sui campi di battaglia, le donne decidono di occupare l’Acropoli e di attuare uno sciopero radicale e scandaloso: il diniego del sesso. «Lisistrata è una grande leader, una donna di straordinaria intelligenza che si assume la responsabilità di metterci la faccia», prosegue l’attrice milanese, sottolineando come il personaggio incarni «un ruolo di sobria fermezza per raggiungere un compito immenso: far finire la guerra». «Ciò che incanta è questo sguardo femminile sul mondo: un’energia luminosa che Aristofane riesce a ribaltare, affidando alle donne la missione di salvare la civiltà attraverso la forza del corpo e della solidarietà».

Per Lella Costa la distinzione tra i generi non è solo biologica, ma risiede in due principi che abitano ogni essere umano. «Da una parte il principio maschile, normativo e fondato sulla legge del più forte; dall’altra quello femminile, che definisce creativo, generativo, anarchico e vitale, basato sull’accoglienza e sulla cura. L’azione del tessere, metafora del buon governo nel testo, è tipicamente femminile: lega, unisce e protegge. Cosa sarebbe il mondo se a prevalere fosse proprio questa forza?». Nonostante il tema della guerra sia tragicamente attuale («Nn ci si riesce a credere che dopo millenni siamo ancora qui con “gli esaltati che girano in divisa” come li definiva Aristofane», incalza l’attrice) lo spettacolo sceglie il registro della commedia pura e dell’erotismo vissuto con gioia.

Si ride molto, ma risate profonde che predispongono all’amore laico e potente. Per Costa, Lisistrata suggerisce oggi «la necessità di reimparare la grammatica dell’amore, unica via per non perdersi nella violenza. In un’epoca segnata da discriminazioni e femminicidi, la vera rivoluzione sta nel tornare ad amarsi e rispettarsi, opponendo alla distruzione la concretezza del sentimento». Accompagnata da una compagnia numerosa che rompe la sua storica solitudine da monologhista, Costa porta in scena un’opera che sfida il tempo: «Si parla di un argomento tosto, ma lo si fa col passo danzante delle donne. Se davvero ci si opponesse alla volontà di guerra lo sciopero del sesso, non si otterrebbe forse la pace?».

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12 marzo 2026 ( modifica il 12 marzo 2026 | 16:25)

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