Il video di Carlo Cracco all'Università Cattolica di Piacenza: «Quando c'è un'esplosione dei prezzi stiamo attenti, torniamo al prodotto locale»
Corriere della Sera - Cultura

Il video di Carlo Cracco all'Università Cattolica di Piacenza: «Quando c'è un'esplosione dei prezzi stiamo attenti, torniamo al prodotto locale»

Giovedì 12 marzo 2026
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Carlo Cracco ha proposto una riflessione sull’evoluzione della figura dello chef: «Non commettiamo l'errore di pensare di essere gli unici a possedere il patrimonio della gastronomia»

Il video di Carlo Cracco all'Università Cattolica di Piacenza: «Quando c'è un'esplosione dei prezzi stiamo attenti, torniamo al prodotto locale»

12 marzo 2026

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Carlo Cracco ha proposto una riflessione sull’evoluzione della figura dello chef: «Non commettiamo l'errore di pensare di essere gli unici a possedere il patrimonio della gastronomia»

Stefano Pancini / CorriereTv

Giovedì 12 marzo 2026, nella sede piacentina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si è tenuta la cerimonia del Dies Academicus 2025-2026 delle sedi di Piacenza e Cremona. 

La giornata si è aperta nella Piazzetta di Economia e Giurisprudenza con la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo. Successivamente, nell’Auditorium Gian Carlo Mazzocchi, si è svolta la cerimonia accademica con il discorso inaugurale del Magnifico Rettore Elena Beccalli. Fondata a Milano il 7 dicembre 1921, l’Università Cattolica del Sacro Cuore è oggi uno dei più importanti atenei cattolici d’Europa contando cinque campus (Milano, Brescia, Piacenza, Cremona e Roma) e oltre 46mila studenti iscritti a 12 facoltà. 

Ospite d’eccezione della giornata è stato lo chef Carlo Cracco, che ha proposto una riflessione sull’evoluzione della figura dello chef come esempio concreto di dialogo tra generazioni. Nel suo intervento, Cracco ha sottolineato come la cucina non rappresenti soltanto un insieme di tecniche o l’espressione della creatività individuale, ma soprattutto un patrimonio culturale costruito nel tempo grazie alla trasmissione di conoscenze, esperienze e valori tra maestri e allievi. Secondo lo chef di fama internazionale, la storia dell’alimentazione dimostra come il progresso gastronomico sia sempre stato il risultato di questo scambio continuo. 

Fin dalle prime civiltà agricole, le pratiche legate alla coltivazione, all’allevamento e alla preparazione del cibo si sono evolute attraverso la condivisione dei saperi tra generazioni. Ancora oggi molti chef riscoprono ingredienti e tradizioni del passato, dimostrando quanto sia importante preservare e valorizzare ciò che è stato tramandato. 

Cracco ha poi posto l’attenzione sull’organizzazione della cucina professionale e come un piatto che arriva al tavolo dei commensali rappresenta soltanto la parte visibile di un lavoro molto più articolato, che coinvolge numerose figure professionali. «Un ristorante, infatti, non è mai il risultato del lavoro di una sola persona. È piuttosto il frutto dell’impegno quotidiano di molte figure professionali che condividono lo stesso obiettivo: offrire agli ospiti un’esperienza autentica. 

La cucina rimane un mestiere esigente, fatto di sacrificio, ritmo e dedizione, ma rappresenta anche uno dei luoghi più straordinari in cui costruire relazioni professionali e umane fondate su fiducia, rispetto e passione. Per questo motivo sono convinto che la storia della cucina dimostri un principio molto chiaro: l’innovazione non nasce mai in modo isolato, ma dall’incontro tra esperienza e futuro. Ogni generazione costruisce il proprio percorso a partire dalle basi lasciate da chi l’ha preceduta», ha sottolineato lo chef.

Si è affrontato il tema dell’alleanza tra generazioni, che è stato ripreso anche nel discorso inaugurale del Magnifico Rettore Elena Beccalli, la quale ha collegato questa prospettiva alle sfide contemporanee legate alla nutrizione e alla longevità. In un’epoca caratterizzata da una profonda transizione demografica - ha sottolineato la rettrice - il rapporto tra alimentazione e salute rappresenta una nuova frontiera dei diritti umani. Il cibo non più soltanto come forma di sostentamento, ma elemento capace di influenzare direttamente la qualità della vita e i processi di invecchiamento. Accanto a questo, il rettore ha evidenziato anche le sfide che riguardano le giovani generazioni. 

A livello globale, l’obesità infantile rappresenta oggi una delle principali emergenze sanitarie, influenzata non solo dalle scelte individuali ma anche dall’ambiente alimentare, dalla diffusione della pubblicità sui social media e dalla maggiore accessibilità economica dei cibi meno salutari. Di fronte a queste trasformazioni, la nutrizione assume un significato che va oltre la dimensione biologica: diventa un fatto sociale, culturale ed etico. Mangiare non è soltanto un gesto quotidiano, ma un atto che coinvolge relazioni, comunità e responsabilità collettive.

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12 marzo 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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