Bfm, Ildikó Enyedi scelse come protagonista una pianta: oggi la regista ungherese incontra il pubblico
In biblioteca Caversazzi, anche nel ricordo di Bela Tarr: «Noi mai impegnati nell'attivismo, finché non ci siamo trovati in prima linea»
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Bfm, Ildikó Enyedi scelse come protagonista una pianta: oggi la regista ungherese incontra il pubblico
di Federico FumagalliIn biblioteca Caversazzi, anche nel ricordo di Bela Tarr: «Noi mai impegnati nell'attivismo, finché non ci siamo trovati in prima linea»
Anche Ildikó Enyedi ha un’amica geniale, oltre che silenziosa. Perché «Stille Freundin-L’amica silenziosa» (al Bergamo Film Meeting in anteprima italiana) – nuovo lavoro della settantenne regista ungherese che oggi, mercoledì 12 marzo, alle 18.45 in biblioteca Caversazzi incontra il pubblico – non può essere definito altrimenti.
Un riuscito colpo di genio, quello di «scegliere come protagonista una pianta. Nel mio film è centrale il tentativo di connettere gli umani con la natura». Con Madre Natura spesso chiamata in causa («di frequente, nei miei film ci sono animali e piante»), Enyedi rivendica la maternità di un cinema inusuale e apolitico, etereo, profondamente e autorialmente europeo. Non a caso la cineasta, Orso d’oro a Berlino e candidata all’Oscar (per l’acclamato «Corpo e anima»), al festival è inserita in «Europe, Now!» sezione dal cinefilo orgoglio continentale.
«Può essere un controsenso ma – ammette l’autrice di «Simon Magus» (il 13 marzo in Auditorium, alle 14:15) che per protagonisti ha due maghi, come in «The Prestige» di Nolan – ciò che lega i miei titoli è che non hanno mai lo stesso stile».
E nemmeno la stessa tipologia di cast. Enyedi passa da «interpreti non professionisti a grandi star. A volte faccio un mix. L’unica cosa che mi interessa è trovare attrici e attori che mi ispirino, per quello specifico ruolo».
Perfetta, ad esempio, è la francese Léa Seydoux che – tra uno 007 e l’altro – si affida alla regista e diventa la luminosa protagonista di «Storia di mia moglie». Stesso discorso per Tony Leung in «L’amica silenziosa». L’eroe romantico del cult «In the Mood for Love» è stato trasformato da Enyedi in un professore universitario, «distante da quell’aura di segreto e fascino, cui ci aveva sempre abituato. Tony è stato molto generoso, ad accettare di lavorare con me».
Nel ventaglio di omaggi per i 50 anni di Lab80, Bergamo Film Meeting propone anche il dramma «Perdizione» (12 marzo, ore 22:30 in Auditorium), griffato dall’iconico ungherese Béla Tarr, da poco scomparso. Del collega e connazionale, Ildikó Enyedi ricorda «quanto negli ultimi suoi anni ci fossimo molto avvicinati. Io e Béla non siamo mai stati registi particolarmente impegnati nell’attivismo. Fino a quando non ci siamo ritrovati in prima linea, spinti dalla necessità di fare qualcosa per salvaguardare la Budapest Film Academy». Ildikó e Béla, per il cinema e per l’Europa.
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12 marzo 2026 ( modifica il 12 marzo 2026 | 14:29)
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