Biennale, dall’attore italiano alla «commissaria» Karneeva dell’élite putiniana: cosa c'è nel padiglione che fa indignare l'Europa
Karneeva è titolare di una società di consulenza artistica co-fondata con Ekaterina Vinokurova, figlia del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov
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Biennale, dall’attore italiano alla «commissaria» Karneeva dell’élite putiniana: cosa c'è nel padiglione che fa indignare l'Europa
di Sara D'AscenzoKarneeva è titolare di una società di consulenza artistica co-fondata con Ekaterina Vinokurova, figlia del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov
«Cultura e politica sono due cose molto diverse». In un video che oggi suona profetico, l’attore Marco Dinelli parlava dal suo profilo Instagram della cultura russa nel mondo. Accadeva due anni fa, la guerra era parte della nostra quotidianità da due anni ma soprattutto della sua. Perché Dinelli, 55 anni, è un attore che vive in Russia ed è uno dei 39 performer - musicisti, ballerini, attori, compositori, ricercatori di canti tradizionali russi - chiamati a dare linfa all’albero della Russia, che, come recita il titolo del progetto del Padiglione, ha radici nel cielo: «The tree is rooted in the sky». Interpellato perché la curiosità era tanta: ma che ci fa un attore italiano nel tanto contestato Padiglione della Russia, ha cortesemente declinato: «C’è una clausola di non divulgazione, bisogna rivolgersi all’organizzazione del Padiglione», che però non risponde.
Gli artisti
La panoramica degli artisti è decisamente varia e ricorda, per la tendenza all’accumulazione, il famoso Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi nel 2011. Il nome certamente più di spicco è quello del compositore e artista Alexey Retinsky, nato in Crimea, che ha collaborato anche con MusicAeterna, l’orchestra e coro fondati nel 2004 dal maestro greco Teodor Currentzis a Novosibirsk, uno dei più importanti direttori d’orchestra della sua generazione finito in passato spesso sotto i riflettori più legati alla politica che alla musica per finanziamenti russi, oggi attivissimo in tournée continue tra Cina e Europa con successi internazionali al Festival di Salisburgo.
Ensemble Toloka
E poi c’è l’Ensemble Toloka, un gruppo folk russo di studiosi di musica e di canto che gira i paeselli più sperduti della Russia per cercare di recuperare le canzoni tradizionali folkloristiche russe. In un video postato il 23 febbraio, «Giornata dei difensori della patria», l’Ensemble ha postato un video di un loro amico che si rasa i capelli per la partenza per il servizio militare accompagnato dalla frase: «Congratulazioni a tutti gli uomini, a tutti i difensori della Patria» e a loro volta si sono esibiti per i soldati che combattono in Ucraina. Poi c’è un dj del Mali, Paese che è diventato un avamposto chiave per l’influenza russa nel Sahel, la ballerina del Bolshoi Maria Kinogradova, Alexei Tegin, principale interprete del gruppo Phurpa, che fa musica rituale del Bon, una remota regione della Russia che porta avanti la tradizione buddista del Tibet, il mezzo soprano Olga Talysheva.
Ma chi c’è dietro al Padiglione? A differenza di tutte e 99 le Partecipazioni Nazionali, solo la Russia e l’Iran hanno nominato un commissario, ma non un curatore. Il commissario del Padiglione della Russia, di nomina governativa, è Anastasia Karneeva, nominata commissaria dal 2021 per otto anni. Questo è però il suo primo Padiglione, perché quattro anni fa i due artisti scelti si ritirarono e due anni fa la Russia non inviò nessuno.
La figlia di Nikolai Volobuev
Karneeva è la figlia di Nikolai Volobuev, vicepresidente esecutivo di Rostc, la più grande azienda statale russa nel settore della difesa. Volobuev è stato sanzionato da Stati Uniti, Regno Unito e Canada. Karneeva è titolare di Anche Smart Art, una società di consulenza artistica co-fondata con Ekaterina Vinokurova, figlia del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Vinokurova, a sua volta, è stata sanzionata dal 2022 da Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Giappone, non (ancora) dall’UE. Un bel ginepraio per un solo Padiglione.
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